Salemi, “sgarbi” metereologici condizionano la 3^ di regionale enduro FMI

Centocinquantaquattro anni dopo le “camicie rosse” riconquistano Salemi. Solo che stavolta non è Garibaldi il condottiero, ma Domenico Ricchiari che porta ancora una volta al successo il Sicilia Racing, insieme a Davide Cutuli, giunto secondo.

Salemi, “sgarbi” metereologici condizionano la 3^ di regionale enduro FMI

I due hanno battagliato alla grande nel percorso reso infido dalla pioggia, alternandosi alla testa delle “speciali”, con Alessandro Talamo tra i pochi a provare ad impensierirli, per lui il terzo gradino del podio della “assoluta” mentre Giammona, che sembrava poterci stare anche lui dentro alla ristretta elite del podio assoluto, è stato costretto al ritiro per problemi alla frizione.

Bene, molto bene, Giuliano Mancuso, quarto, davanti ad Antonio Arcuri, Gaetano Di Pace e Marco Bologna, giunti nell’ordine.

Dopo il primo “passaggio” sulla Assoluta ( leggete dopo come è andata nelle singole classi), merita spazio la gara vera e propria. Poco più di un centinaio in totale i partenti, una ottantina circa le moto presenti a fine gara al parco chiuso, e direzione gara affidata a Sergio Butera.

P1000504Al termine della giornata, non sono stati pochi  mugugni e lamentele derivati dall’annullamento “parziale” di alcune prove speciali: a detta di alcuni dei protagonisti, se dopo il transito dei primi, non fosse stata annullata la speciale, le posizioni di classifica delle classi sarebbero state ben diverse.

Il sodalizio organizzatore, il m.c. Salemi in Moto, ha svolto un lavoro a dir poco egregio nella preparazione della gara: belle le tre speciali identificate ( due linee ed una extreme\cross test), e tutte praticamente all’interno del paese, raggiungendo un risultato che da tempo noi de LaSiciliaInMoto auspichiamo: “portare” le gare il più possibile vicino ai centri abitati, in modo da incentivare l’afflusso di pubblico, e, di conseguenza, la visibilità dell’evento.

Capperi, se ci sono riusciti, la cross test era praticamente circondata dai palazzi, quindi i presupposti per il successo totale c’erano tutti, anche perché il Salemi in Moto si era giocato il jolly, nella persona di Turi Leonardi, il quale si è prestato ad aiutare gli organizzatori nella pianificazione della gara. E siccome Turi le gare sa come si organizzano, tutto era previsto per il meglio, con una buona logistica, trasferimenti sicuri, segnalazione del percorso perfetta.

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Il tratto di speciale incriminato

Ma… la famosa “legge di Murphy” ha colpito ancora, ed è arrivata l’acqua, una pioggia fine e continua che ha praticamente stravolto intere parti di percorso, trasformando una parte della “linea” in una sorta di collina del disonore, dove, tolti i primi dieci-quindici da assoluta che passavano, il restante 90% dei partecipanti lottava metro dopo metro per “scalare” un tratto reso veramente difficile dalla pioggia.

Stessa storia anche nella cross-test, dove tronchi e ramponi artificiali, messi lì per arricchire di spettacolarità la gara, si sono trasformati in vere e proprie trappole dove in tanti, forse in troppi, sono incappati.

Alla fine, se una “speciale” diventa dura, succede che i tempi si allungano, e amen, ma nel caso della linea incriminata in particolare un punto era

indicato dalla figura in foto la variante prevista e non utilizzata

indicato dalla figura in foto la variante prevista e non utilizzata

praticamente invalicabile. Però, che sarebbe piovuto, si sapeva già da una settimana, ed infatti proprio a valle del punto incriminato era stata tracciata una “variante” che consentiva di evitare lo stesso, facendo sì che la speciale restasse comunque utilizzabile ai fini della classifica. Se tutto era stato previsto, variante inclusa, cosa è mancato “durante” lo svolgimento della gara? Perché non si è fatto ricorso alla variante “soft”, a maggior ragione se pensiamo che nei giorni antecedenti la gara del famoso punto critico circolavano su Facebook le foto, con le scritte “ se piove qui sono c***i per tutti…” e via dicendo.

Se però guardiamo la gara nella sua completezza e complessità, bisogna darle comunque un giudizio positivo, anche perché, cari lettori, criticare è lo sport nazionale degli italiani, e mettere in piedi una competizione regionale diventa sempre più difficile, a cominciare dalla permissistica per finire alla localizzazione dei percorsi.

E poi, c’è sempre l’annoso dilemma di chi è chiamato ad organizzare: fare una gara “tosta” calibrata sui primi quindici abituee’ della assoluta, o tenere in considerazione che l’enduro, quanto meno lo “zoccolo duro” della specialità, è costituito dal restante 90 % di piloti che magari aspettano la domenica per venire a sfogare la propria passione?

Rispondere a questa domanda è veramente difficile, basta guardarsi un po’ indietro negli anni: prima la FMI era vista come il punto di arrivo per l’endurista, che nel frattempo poteva farsi le “ossa” nelle gare della Uisp, che svolgeva ,appunto il suo ruolo di “incubator” alla specialità, poi la Uisp ha iniziato a organizzare le gare in stile FMI ( anche perché, a organizzarle, erano andati alcuni degli specialisti FMI…), i superteam sono andati a correre in Uisp, “levando” quindi speranze di podio ai fedelissimi della lega sportiva, da lì l’obiettivo unico dei due Enti era quello di avere il “maggior numero di piloti nelle proprie gare”, insomma, quasi non ce ne si usciva più da questo bailamme.

In tutto questo occorre che chi organizza non dimentichi mai che i veri protagonisti di una competizione sono i partecipanti, e che a loro vanno dovuti tutti gli sforzi possibili affinchè la gara venga fuori bene, e che i piloti si divertano.

In fondo, i campionati regionali servono TUTTI alla propedeuticità alle competizioni e allo sviluppo della stessa sul territorio, e questo non và mai perso di vista, e sotto questo aspetto il Salemi in Moto ha centrato l’obiettivo, per i “duri e puri” della specialità esistono da sempre i campionati italiani Under, e se non bastasse… ricordatevi che c’è sempre Mastercard! ;-)

 

Fabio Di Giorgi

 

COSI’ NELLE CLASSI:

Nella 50, la fisicità di Francesco Marchese prevale su Riccardo Rubino e su Enrico Terruso: i tre “ sopravvissuti” salgono sul podio nell’ordine, con Bonaccorsi costretto al ritiro,stremato dalla fatica.

E1 TOP, una delle classi “sorgente” di malumori, il messinese Giuliano Mancuso vince precedendo due guerrieri del calibro di Antonio Arcuri e Marco Bologna, mentre l’altro atteso protagonista di giornata, Ivan Coniglio, è stato costretto al ritiro dopo un avventuroso fuoripista che lo ha visto letteralmente imprigionato in una profonda e melmosa possa d’acqua. Giammona invece si è ritirato per noie al gruppo frizione. Dietro di loro, un nutrito pattuglione di ragusani, guidato da Max Zapparata, e a seguire Pioggia, il “sempreverde” Riccardo Raniolo, mentre Antonino Giglio chiude il lotto di quelli che sono riusciti a portare le moto al parco chiuso ( che, visto il percorso, era già un successo).

E3TOP. È ormai riserva di caccia di Davidone Cutuli: questo ragazzo è una vera forza della natura, pensate che dopo aver terminato la sua, di gara, si è prodigato sul percorso per aiutare gli altri a superare gli ostacoli, talvolta letteralmente sollevando dal tronco moto e pilota… Per Massimo Antoci resta comunque il sempre onorevole secondo gradino del podio, soprattutto se a soffiarti il primo è uno come Cutuli, quindi Antonuccio, e quarto, giunto sino alla fine, Paolo Cutuli.

Dalla E2 TOP esce fuori il vincente di giornata: Domenico Ricchiari sembra al momento il più in forma di tutti, e poi ieri era proprio la gara per lui. Vederlo passare nelle speciali, sembrava come se, contrariamente a tutti gli altri, lui avesse una corsia preferenziale privilegiata asfaltata, letteralmente danzava 20 centimetri “sopra” il fango creatosi copioso. Fango che non ha impedito comunque ad Alessandro Talamo di arrivargli dietro nella classe, e terzo a podio assoluto: anche per lui una gran gara, così come una gran gara ha tirato fuori Gaetanino Di Pace, in un contesto dove tecnica e stile erano fondamentali, lui, che magari non si allenerà come Domenico, ma che di tecnica e fondamentali ne ha un “marsupio” pieno. Dietro questi giovani, due vecchi leoni mai domi, Gaetano Scuderi e Pietro La Rosa, due su cui i rispettivi motoclub etnei sanno di potere contare, soprattutto quando il gioco si fa duro…

125 CADETTI, vince Vincenzo Fiscella, davanti a Caprì, Di Costa e Amandorla: a loro và il plauso di avere saputo stringere i denti ed arrivare sino in fondo in una gara che attimo dopo attimo sembrava assumer i toni di un incubo.

Ricciardi, Zapparata (Gaetano) e Catalano, questo l’ordine di arrivo nella Under 23, con Salvo Marchese primo dei “non eletti” al podio, davanti a Pontei Giambruno, Calandra e Giammona Indaco.

Classe E1 Over23, è tornato il “diesel” Federico Puleo. Buon successo il suo, ai danni di Carbone e Bruno, giunti nell’ordine al podio.

E2Over23, Ragusa ha in Antonello Meli un ottimo portacolori: a lui è andata la vittoria di classe, ai danni di Ale Fornarotto e Giovanni Musumeci.

Agrigento alla riscossa, e una terra in cui la passione per il fuoristrada è forte, in E3Over23 viene giusta giusta la vittoria di Andrea Vullo, portacolori di Enduristi Agrigentini che, più che un club, è un vero e proprio “movimento” motociclistico. Dietro di lui De Maria e Di Mauro.

EXPERT1, e i piloti della categoria tengono fede al nome, percorrendo bene le speciali e dimostrando che, con gli anni, il vino invecchiando migliora… così Sammy Terruso vince davanti all’onnipresente, sia perché organizza sia perché pratica, Maurizio Musumeci, e dietro di loro altri due cavalli di razza che rispondono al nome di Giuseppe “Pippo” Vernagallo e David Monasteri.

La OLTREEXPERT “Parla” ancora una volta agrigentino: Libertino, Parla appunto, vince “posando” ben cinque minuti di distacco al suo compagno di team Antonio Cavaleri, e sono loro gli unici “sopravvissuti” della classe.

E’ tempo di VETERAN, e alla faccia delle “vignette” Antonio Di Martino chiude la giornata in bellezza vincendo e precedendo il compagno di club Amedeo Belli con terzo a podio Spadaro.

SUPERVETERAN, vince Giuseppe Castelli, unico al traguardo,un vero Peter Pan dell’enduro, in una classe totalmente decimata dagli eventi, al punto che il podio… era tutto suo!

Se Sparta piange, Atene non sorride certo, come nel caso dellaULTRAVETERAN dove stavolta l’highlander di turno è Beppe Costantino, anche se a “provare” a contrastarlo ci ha pensato Mimmo Vitale, costretto al ritiro alla sesta speciale.

Nelle TERRITORIALI 1,2 e 3 successi rispettivamente di Massimo Gugliuzzo, Giovanni Becchina e Angelo Filippazzo

CLASSIFICA ASSOLUTA COMPLETA CON I TEMPI DI SPECIALE

CLICCA IL LINK SOTTO PER GUARDARLE:

Salemi-Classifica-Assoluta con-Tempi

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