ENDURO: NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE “OCCIDENTALE” (- “Cu perde un cugghiunia” -cit. Totò Morreale)

Questo articolo, dedicato in particolare alla scuola enduro palermitana, è particolarmente “duro”, e quindi astenersi dal leggerlo deboli di cuore, suscettibili e arroganti: è dedicato a tutti coloro che ancora pensano di potere approcciare allo sport con umiltà e soprattutto ritengono di avere ancora un briciolo di capacità di sapersi mettere in discussione.E soprattutto credono di potere ancora "dare" qualcosa di positivo a questo sport.

ENDURO: NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE “OCCIDENTALE” (- “Cu perde un cugghiunia” -cit. Totò Morreale)
Davide Cutuli, miglior siciliano ieri in gara a Motta Camastra

Davide Cutuli, miglior siciliano ieri in gara a Motta Camastra

Ma, PRIMA, rendiamo onore a Davide Cutuli, unico pilota siciliano grande tra i grandi, terzo, a podio, nella sua classe, a soli 30 secondi dal primo. Cutuli è anche ventunesimo in classifica assoluta, a soli, in questo caso, 2 minuti e cocci dal leader maximo Simone Albergoni, uno cresciuto a pane ed enduro, uomo mondiale. E come mai Davide tira fuori questo risultato? Perché è forte, ha un approccio umile, parla poco di sé, figurarsi degli altri, e poi ha “fame” di vittoria, quella fame che ti dà la marcia in più, che ti spinge al risultato, e ti sostiene sino alla fine.

Ecco invece una tabella che racconta in poche righe la performance dei siciliani “occidentali”:

 

 POS.  PILOTA  TEMPO  DISTACCO
 CLASSE A
 1°  ARESI FEDERICO  43’17”29
 5°  CONIGLIO IVAN  2’00”97
 8°  BOLOGNA MARCO  2’45”56
 14°  RICCOBONO GIORGIO  5’09”92
 19°  FERRITO RUGGERO (DEBUTTANTE)  11’43”88
 P.TI 21 ARRIVATI 19
 CLASSE E12TU
 1°  SORECA DAVIDE  41’34”74
 4°  RICCHIARI DOMENICO  2’38”57
 6° GIAMMONA SALVATORE  3’48”43
 26°  GIAMBRUNO GIULIANO  10’37”56
 P.TI 29 ARRIVATI 28
 CLASSE E14TU
 1°  ZECCHIN JONATHAN  42’05”55
 10°  ARCURI ANTONINO  3’53”10
 P.TI 14 ARRIVATI 14
 CLASSE E2U
 1°  BRESOLIN MATTEO  41’53”19
 6°  TALAMO ALESSANDRO  3’10”77
13°  DI PACE GAETANO  6’08”67
 CLASSE Z
 1°  VERONA ANDREA  49’00”29
 RIT  RUBINO RICCARDO
 RIT  VITALE GIUSEPPE
 RIT  MARCHESE FRANCESCO
 RIT  CONIGLIARO ANDREA

 

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Marco Bologna

Perché evidenziamo il distacco tra il primo e i nostri siciliani? Perché, per quanto segue, i distacchi dal primo diventeranno elemento fondamentale di riflessione. Detto, anzi, letto questo, trattiamo il “caso” come se affrontassimo un “business plan” aziendale, e quindi, la parola ai (freddi) numeri che sono scaturiti dalla prima prova di Under23, svoltasi ieri a Motta Camastra, in Sicilia:

Dai nomi, e dalle posizioni di classifica occupate, e da una analisi dei tempi di speciale,esce subito fuori la prima verità: non ci sono, al momento, piloti da podio, o nella possibilità di poterlo raggiungere, e le migliori posizioni sono occupate da due, Ricchiari e Giammona, che proprio giovani non sono, e che, guarda caso, sono proprio quei due “talenti” del minienduro che tanto onore hanno portato all’Isola che corre e che, in fondo, stanno mantenendo la “posizione” nonostante gli anni trascorsi, e, soprattutto, per “come” li hanno trascorsi (ed anche su questo potremmo aprire un altro capitolo, ovvero un bel parallellismo su come i piloti del resto d’Italia che oggi occupano le posizioni da podio e quelle a stretto contatto dei tre fatidici gradini hanno “vissuto” l’approccio all’enduro e alla carriera agonistica in generale rispetto ai nostri).

Ma, in realtà, il vero problema non è che OGGI non ci siano piloti da podio, ma che non si intravedano nella scuola enduristica palermitana all’orizzonte dei possibili “sostituti” che, quanto meno nei prossimi tre anni, possano, attraverso un percorso virtuoso e formativo, e, ovviamente se dotati di talento, aspirare a lottare per le posizioni alte, e per alte intendo “podio”, di classifica.

Palermo, e i di lei team, sono troppo impegnati a farsi la guerra l’un con l’altro, a contendersi piloti e a spartirsi casacche, ma soprattutto la quota enduristica della città passa più tempo ad occuparsi dei cavoli altrui piuttosto che concentrarsi sui propri, e sul miglioramento delle performances dei propri piloti.

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Salvatore Giammona

Si è sempre così impegnati a presidiare Facebook, nella continua lotta del “chi ce l’ha più lungo”, declinata attraverso post deliranti da libro Cuore, sfoggio di maglie, di loghi e di sponsors, che si sono persi di vista i principi fondamentali dell’agonismo: la ricerca e l’individuazione sul territorio dei piccoli atleti che possano entrare a far parte di un vivaio comune, su cui investire tempo e risorse, in nome di quello Sport di cui tutti si riempiono la bocca, ma che poi viene costantemente disatteso dai comportamenti di tutti i giorni.

Ho sempre sostenuto che se si intravede in un piccolino un possibile ricambio generazionale, lo sforzo dovrebbe essere comune, di tutti, per supportarlo e aiutarlo a crescere e invece, come già successo in diversi casi, il primo istinto che scatta è quello di imporgli la “maglia” da indossare. E nel frattempo il talento si perde per strada…

Giusto che ogni team tuteli i propri interessi, ma ogni  cosa, dal lavoro allo sport, potrebbe, e dovrebbe, essere fatta cercando di rispettare le principali regole del vivere civile.

E così, siamo così tanto presi a “commentare” o sollevare problematiche sul web che poi, nella maggior parte dei casi si rivelano inconsistenti, che ci dimentichiamo che nella vita reale,per vincere una competizione, soprattutto a livelli nazionali, è il pilota quello che fà la differenza.

E che non si venga a controbattere a questo scritto sostenendo, ognuno di voi e per i piloti di vostra competenza, che “le condizioni meteo erano disastrose”, “ che  “ il mio pilota è caduto”, “ che “la moto non andava bene” e via dicendo.

Primo, perché avete passato la maggior parte del vostro tempo libero negli ultimi mesi sui social e in giro a sostenere, ognuno di voi, che il vostro meccanico era il migliore, così come la vostra moto è la più performante, e via dicendo e poi, perché, alla fine della fiera, le cadute non scelgono i piloti: tutti, indistintamente, palermitani, ragusani, bresciani o milanesi, possono cadere, tutti possono sbagliare il percorso, insomma, quando si parte, è una gara con un percorso e delle speciali uguali per tutti, e quindi chi vince, per la dura legge dello sport, è il più forte.

Per tutti gli altri, piloti, team manager, genitori al seguito, resta oggi  il tempo delle considerazioni, e dell’autoanalisi.

A Palermo abbiamo la fortuna di avere il vice presidente del Co.Re.  Tony Calandra, e un componente della commissione enduro, Salvatore Di Pace, un tecnico federale, Salvatore Modica,oltre a una pletora di ex piloti che, negli anni, hanno sviluppato competenze notevoli, e che anche se non rivestono cariche federali possono comunque potere dire la loro, a buon diritto. Potrebbe essere un buon punto di inizio sedersi tutti insieme ad un tavolo, ripristinare fondamentalmente una condizione di armonia, e orientare gli sforzi alla ricerca e al sostegno, sul territorio provinciale, dei ragazzini che, domani, potrebbero darci la soddisfazione di occupare almeno uno di quei tre stra-maledetti gradini del podio.

IMG-20140309-WA0019Perché hai voglia, ognuno di voi, a scrivere oggi su Facebook “ ho fatto una bella gara, andrà meglio dopo”, o i team che scrivono “ complimenti al pilota X che ha ben figurato ed ha lottato con i primi etc.etc.”  e giù tutti quanti con i timbri approvativi del “mi piace” e i commenti, assolutamente non rispecchianti la realtà, “ bravo, hai fatto una grande gara”.

Ma grande gara , de che? Un dodicesimo  posto, è un dodicesimo posto e significa, crudamente, che ci sono stati undici in quella giornata che sono andati più forte di te. Punto.

Unitevi, o quantomeno, rispettatevi, perchè se correte per divertirvi quanto sopra scritto non ha alcun senso, ma se correte in un campionato italiano per “fare” risultato, allora dovete assolutamente tenere conto di quanto sopra evidenziato. Perchè se, cari amici palermitani, continuiamo così, a “loro” andranno le vittorie, e a voi resteranno solo le briciole. E gli asti. E le maldicenze.

E non avremo chanches alcuna con la Federazione affinchè possa “pescare” tra le vostre primedonne qualcuno da inserire nel progetto di “pilota di interesse nazionale”.

In poche parole, o come ormai mi sono abituato a fare, nella versione “breve” di questo scritto: Fate meno Marketing, fate più scouting.

Enjoy!

Fabio Di Giorgi

 

Foto: si ringrazia la “zia” Mela Albano per la disponibilità e l’aiuto fornito.

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