A Noto il “cross” è Mondiale, ma la vittoria è “sicula”: Cairoli Re del Barocco

Noto, cittadina famosa nel mondo per la sua architettura barocca, è da ieri anche il regno del sette volte Campione del Mondo Antonio Cairoli,che al secondo round degli Internazionali d'Italia, dimostra davanti al "suo" pubblico di essere ancora una volta l'uomo da battere per la Stagione 2014

A Noto il “cross” è Mondiale, ma la vittoria è “sicula”: Cairoli Re del Barocco

Cairoli "saluta" il pubblico con il suo nak-nak

Ne mancavano diversi, del circus “mondiale”,  ed in effetti gli Internazionali d’Italia, rispetto allo spirito per cui sono nati ( una specie di pre-season del Mondiale Cross) hanno perso qualcosa, ma la macchina organizzativa della OffRoad ProRacing funziona sempre bene ed è garanzia di spettacolo ai massimi livelli.

Manfredi Caruso

Ma alla Sicilia motoristica tutto questo poco importa, le migliaia di spettatori (a occhio stimiamo nell’ordine delle diecimila presenze) erano lì per “Lui”, l’idolo incontrastato del tassello Antonio Cairoli. E Antonio non ha deluso le aspettative, dimostrando in modo palese che mentre gli altri praticano il motocross, e per altri intendiamo signori piloti quali Philippaerts, Rattray, Van Horebeek, “Lui” invece pratica un altro sport.

Ci si aspettava dal “duro” fondo di Noto un minimo di livellamento nelle prestazioni, perché c’è ancora qualcuno che và in giro a raccontare che Cairoli è forte sulla sabbia, ed in effetti , il livellamento c’è stato, ma inteso come spianamento degli avversari , se consideriamo i quattordici secondi di differenza inflitti ad uno scatenato Van Horebeek e il minuto e cocci inflitto al primo degli italiani in classifica, quel fenomeno di David Philippaerts, un pilota, un campione, che nonostante i traumi importanti subiti nel corso della carriera, trova sempre la forza di risorgere e presentarsi tra i primi al cancelletto di partenza.

Deludente è invece apparso Tyla Rattray, pilota di punta della Husqvarna, al suo rientro nel  Mondiale dopo anni di assenza. Rattray non sembrava molto a suo agio sulla Husky, e crediamo che, almeno per quanto visto a Noto,  il ruolo assegnato al pilota sudafricano di provenienza AMA ( il supercross americano, per capirci…) di “ammazzacairoli” sia quanto meno inopportuno.  Meglio di lui ha fatto persino il compagno di squadra Todd Waters, giunto terzo alle spalle di un

Antonio Mancuso

Jeremy Van Horebeek che ieri, insieme alla sua Yamaha, si è giocato tutti i jolly di una stagione nel, vano, tentativo di ridurre il distacco dal “marziano di Patti” ( hey, questa definizione che abbiamo appena creato per Tonino è nuova, ci piace… e l’adotteremo per tutta la stagione 2014).

Giovanni Bertuccelli "vola" oltre Rattray

Il “sangue” siculo, pur se poco interessato alla presenza di “nomi” stranieri, ha comunque “ribollito” alla grande per i tanti piloti siciliani che non hanno perso occasione per sfidarsi in un contesto internazionale. I siciliani sono stati incoragggiati e applauditi continuamente dal pubblico, e anche dal personale di pista, e sotto l’occhio del nostro teleobiettivo talvolta le più belle “acrobazie” nei salti sono state patrimonio proprio dei nostri alfieri, che, galvanizzati dal contesto, non si sono certo risparmiati, ed hanno corso  le proprie manches senza alcun timore referenziale verso  gli “stranieri”.

E’  il caso, giusto per citare qualcuno, di Giovanni Bertuccelli e Manfredi Caruso, che con le loro Honda sono sempre stati lì, a lottare come leoni per non perdere contatto, e che hanno chiuso la Mx1 con onorevolissime posizioni, rispettivamente undicesimo e dodicesimo. Un po’ in ombra Giuseppe Greco, solo quattordicesimo, ma da lui , e dalle sue doti,sappiamo di poterci aspettare di più. Quindicesimo Samuel Cammarata del Team Leonardi.

Sarà anche l’anno della Husqvarna, a giudicare dall’incremento delle vendite, ma a vincere, anche in MX2, è sempre una KTM. A guidarla, Jordi Tixier, anche lui del Ktm Red Bull Factory Team, mentre sul secondo gradino del podio è salito Cristophe Charlier, seguito dal brillante Alessandro Lupino. Sfortunato il nostro Antonio Mancuso, per lui una undicesima posizione che non rispecchia assolutamente il valore del pilota, ma forse a fiaccarne il fisico contribuisce qualche caduta di troppo. Noi comunque in Antonio, Mancuso, ci abbiamo sempre creduto e continueremo a farlo, un periodo “sfigato” capita a tutti, ma non cancella le qualità del pilota.

La 125, al termine delle due manches disputate ha registrato il successo di Joakin Furbetta, un giovane pilota che sembra essere un “satellite” di Cairoli, al punto da averne il numero, il 222, cucito

Joakin Furbetta

sui pantaloni da gara. A podio di giornata, secondo Thomas Marini e terzo Morgan Lesiardo. Per trovare un siciliano in classifica dobbiamo arretrare sino alla ottava posizione, dove troviamo Adriano Vinciguerra, portacolori del m.c. Pegaso di Siracusa.

Nella lotta tra “scapoli e ammogliati”, ovvero la Elite, che raggruppa il meglio di Mx1 ed Mx2, il podio di giornata è l’esatta fotocopia della Mx1, con Cairoli, Van Horebeek e Waters giunti nell’ordine. Migliore dei siciliani, Bertuccelli, dodicesimo.

 

LINK ALLE CLASSIFICHE COMPLETE

IL “FILM” DELLA GARA…

 

 

 

 

 

La Passione non ha limiti…

La "passione" non ha limiti... vista ieri a Noto.

Condividi con i tuoi amici

Scrivi una replica

Il tuo indirizzo di posta elettronica non sarà reso pubblico.