MX1: Cairoli solo quinto a Loket ma Ktm festeggia lo stesso il Titolo mondiale di Herlings in mx2

Giornata da dimenticare quella di oggi per Antonio Cairoli: moto spenta in gara 1, una caduta in gara 2, e di conseguenza due furiose rimonte a caccia dei punti utili per la corsa al settimo Titolo. Chi festeggia invece con ben tre prove di anticipo è Jeffrey Herlings: il portacolori Ktm conquista per la seconda volta consecutiva il Titolo in Mx2.

MX1: Cairoli solo quinto a Loket ma Ktm festeggia lo stesso il Titolo mondiale di Herlings in mx2

Speriamo che con tutto quanto accaduto nella giornata di oggi, il conto delle “negatività” che ogni pilota ha da pagare in un percorso mondiale, per Cairoli si sia chiuso quì, nella Repubblica Ceca. E a proposito di “ceca”, viene il mente il vecchio detto, mai più adatto alla giornata odierna del pattese, dove “la fortuna è ceca, ma la sfiga ci vede benissimo”.

Gara 1, Tony parte male, perde posizioni, gli spegne la moto e via con la rimonta: riesce a riprendere il trio di testa, guidato dall’ultimo che gli sportivi italiani vorrebero vedere in testa, ovvero Clement Desalle, diretto inseguitore del pattese nella corsa al titolo mondiale.Cairoli chiude quarto, e le speranze di tutti sono riposte nella seconda manche, anche se, ovviamente,troppe sarebbero dovute essere le condizioni per consentire al siciliano di portare a casa la vittoria di giornata.

Partenza ancora una volta non al meglio in una pista che Tony non ha mai gradito molto, anche se lo scorso anno quì vinse e segnò il prestigioso traguardo dei cinquanta GP vinti in carriera, però è lì, che lotta con i primi, e si trova davanti, in terza piazza un Van Horebeek che oggi sembra decisamente drogato. Jeremy è coriaceo, e ha fama di non mollare mai, quasi come il belga Desalle, e così accade che in una bella curva a destra Van Horebeek và in appoggio, e Tony… pure, su di lui, sperando così, (non diciamoci bugie…) di ottenere un doppio effetto, ovvero lui passa, e Van Horebeek che magari prende la traiettoria…esterna alla pista, e così un problema in meno. Non và così, ed è Cairoli ad avere la peggio, cade, perde più di dieci posizioni, riparte ed è quattordicesimo.

Sembra mettersi male per lui, ma sappiamo come è fatto il coriaceo siciliano di ferro: rimonta al solito delle sue, e risalita di posizioni su posizioni, a caccia di punti preziosi, sin quando la sua “traiettoria” non incrocia l’altro italiano, quello che, pur andando forte, e avendo una storia crossistica di tutto rispetto, passa sempre in secondo piano da quando la “stella” di PAtti è arrivata al Mondiale: Dany Philippaerts.

Quest’uomo è incredibile, il DP19 ha subito una serie incredibile di infortuni, tra cui uno di quelli, la rottura di entrambi i polsi, che avrebbe scoraggiato chiunque a rimettersi in gioco in una arena mondiale, in mezzo ai leoni, eppure Lui c’è, e quasi a volerlo ricordare, ingaggia, per la giia degli sportivi italiani, un duello epico, alla vecchia maniera, con il nostro Tonino, che per diversi giri non riesce a trovare il punto giusto ma che alla fine passa, e chiude in settima posizione. Fuori dai giochi sin dalle prove anche Davide ” Pota” Guarneri, per dolori conseguenza di una caduta nelle prove, sommatisi ai postumi della volta scorsa.

Vince gara 2 Desalle, per lui un doppio successo, ma Cairoli è ancora il testa al Mondiale, a tre prove dalla fine, con novanta punti di vantaggio.

Siamo sempre a tre gare dalla fine, ma la musica cambia in Mx2:  le vittorie cumulate da Jeffrey Herlings fanno sì che il pilota inglese della Ktm regali alla Casa austriaca il secondo Titolo mondiale consecutivo nella classe “cadetta”.

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