Enduro FMI a Messina, Ricchiari :”l’elogio del talento”

Per quanto paradossale possa sembrare, forse il maltempo ha dato inconsapevolmente una mano all'organizzazione della prima prova del Regionale Enduro. Perchè alla fine della fiera, con delle condi -meteo così inclementi, è stato facile trovare un capro espiatorio cui affidare tutte le colpe; come se, per citare una delle inefficienze registrate a Tripi, i cronometri e i loro manovratori abbiano vista inficiata la lor capacità di rilevare i tempi dal freddo, dalla neve e via dicendo, privando così i tanti piloti intervenuti di uno dei momenti più importanti e collegiali di una manifestazione: la premiazione, il riconoscimento finale alle fatiche affrontate. E così, oltre il danno, anche la beffa, con il "popolo" delle due ruote, che sappiamo essere ormai in gran parte condiviso tra i due soggetti, Fmi e Uisp, a dover ammettere, loro malgrado, una certa superiorità tecnica da parte di quest'ultimo soggetto sportivo, quanto meno nei percorsi di gara. E che paragone, domenica scorsa, ci sarebbe stato, era chiaro a tutti, considerato che ormai i due campionati viaggiano dividendosi il mese una domenica per uno, e che questa prima prova Fmi rischiava di diventare, tra le due prove Uisp, un Don Abbondio, ovvero un vaso di coccio tra vasi di ferro (fabio di giorgi)

Enduro FMI a Messina, Ricchiari :”l’elogio del talento”

Il moto club Roccavaldina autore della prima prova di campionato regionale enduro, vince ma non festeggia.Troppi sono stati i fatti che hanno segnato questo primo appuntamento nella cittadina tripiciana.Dalle condizioni meteo proibitive al fettucciato da allungare in estremis per poi incappare nel black out dei crono con nevicata finale, soprattutto nella linea ad alta quota, che ingloriamente insieme al fango hanno reso il cross test un vero parcheggio per le moto in transito.Così dalle otto speciali dei quattro giri in programma nei due test, se ne sono potute disputare solo sei, quattro linee perché, novità di quest’anno, cronometrato anche il primo passaggio e due fettucciati, in quanto  non  quotato il primo per le modifiche apportate e non visionate dai concorrenti; l’ultimo  passaggio,annullato per impraticabilità.

Buona la partecipazione dei piloti per questo primo round, quasi centosessanta, giunti da ogni parte dell’isola, anche se modestamente ci saremmo aspettati una maggiore affluenza dei “locali” che sappiamo essere  in gran numero nelle cittadine peloritane.Gara perfetta nelle situazioni meteo appena descritte, per Domenico Ricchiari “classe E1” vincitore assoluto della gara.

Giovane palermitano dalle grandi potenzialità sportive, ragazzo ricco  di personalità che accetta quietamente il suo destino di normalità senza bisogno di sgomitare per guadagnarsi il palcoscenico, in un mondo dove l’anonimato è un peccato e la discrezione una debolezza.Alessandro Talamo altro talento “cristallino”, vince la “E2” e si piazza alle spalle del suo paesano nella “assoluta”, delineando le sue potenzialità.

Giuseppe Vitale mentre in apertura Alessandro Talamo (foto Scarpitta)

Terzo assoluto Davide Cutuli e primo della sua categoria la “E3” , figlio d’arte dalle grandi capacità tecniche deve ancora dimostrare però quella continuità di rendimento.Ivan Coniglio “under 23” si impone su Marco Bologna, mentre a vincere le classi over sono Michelangelo Cicero “O1”, Roberto Popolo “O2” e Alessio De Maria “O3”, con grande plauso di tutti gli spettatori.

Un vero gruppo di simpatia e correttezza tra i piloti delle classi veteran pur se indubbia l’aspirazione di classifica che ha visto primeggiare Giuseppe Castelli “V”, Ettore Cocina “SV” e Franco Battista “UV”.Tra i piloti della “expert” , punteggio pieno per Marcello Nicolosi, mentre Andrea Conigliaro protagonista della classe “Z”, ha dimostrato grande segno di sportività nell’aiutare l’unico amico/rivale Francesco Marchese in difficoltà.Davide Raciti, Carmelo Celi e Andrea Vullo, ottengono nell’ordine le prestazioni migliori delle classi  T1, T2 e T3.

In questo primo appuntamento ci eravamo preparati per gustarne a pieno le prestazioni dei piccoli minienduristi, e così è stato.Ben venticinque al nastro di partenza di una gara diretta da  Daniela Bucalo: i piccoli hanno affascinato i presenti per la loro disinvoltura, che riporta a galla gli antichi sapori sportivi sempre graditi dagli appassionati.Dopo aver lottato a lungo con il cronometro ed il fango del fettucciato creato appositamente per loro, a svettare le proprie classi  sono stati Manfredi Tedesco “baby”, Alessandro Sanfilippo “aspiranti 50”, Giuseppe Vitale “aspiranti” e Giorgio Occhipinti “aspiranti 85”.

Numerose le squadre in lista per questa prova d’apertura in cui gli alfieri del moto club Palermo  hanno la meglio su quelli del Hobby Motor e del Sicilia Racing.

LE CLASSIFICHE
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4 Risposte a "Enduro FMI a Messina, Ricchiari :”l’elogio del talento”"

  1. marco pagnano  13 febbraio 2013 a 13:58

    ho letto l’articolo, visto le foto, le classifiche,ecc.ecc., chi dice questo chi quello, il fango, l’acqua, la neve ma vi siete accorti che Noi della regolarità che ci siamo fatti un mazzo più grosso di tutti non esistiamo, non un commento, una foto la CLASSIFICA, io e i miei compagni di avventura ci siamo levati la vita, abbiamo spinto sia in linea che nel fettucciato, ma si pensa solo a parlare di quello che teoricamente possono fare tutti gli altri, noi, mi ci metto pure io senza merito, col M.C. REGOLARITA’ 70 due anni fa saimo stati in Sicilia campioni Italiani e gli altri? allora parlate di Noi e teneteci di conto altrimenti a tutti questi bravi gli facciamo provare le nostre moto, senza freni ne sospensioni e vediamo segli articoli cambiano. Grazie cordialmente Marco Pagnano, P.S. alla gara visto che siamo spariti eravamo in 5 ;io, i fratelli Talamo, Faraone e Gurrieri, la classifica non importa ma almeno si sappia che c’eravamo

  2. david  17 febbraio 2013 a 17:44

    A quanto pare caro Marco dellla Regolarità non gliena frega niente, vi fanno correre ma neanche i tempi vi prendono. A sto punto non dovreste pagare!!!!!!

  3. fabiotefal  20 febbraio 2013 a 08:09

    Si parla tanto male della prima gara di enduro Fmi, ma mi chiedo perché? Addirittura dire che le condizioni meteo inclementi, abbiano fatto da capro espiatorio di tutte le colpe dell’organizzazione… ma quali colpe, ma di cosa stiamo parlando?
    Io c’ero, e non mi è sembrato il tutto così terribile, come si narra in giro sul web, anzi, visto il tempo e i tempi per organizzare la gara, non dico un “bravi” ma una pacca sulla spalla per aver portato alla fine la manifestazione, gli organizzatori se la meritavano. Invece che si fa… si parla male; è come quando si incontra un amico endurista in difficoltà, e invece di fermarsi, a dargli aiuto, si accelera, e con la ruota gli si spara addosso fango.
    I cronometristi:
    Viste le condizioni meteo, hanno fallato, infatti ci sono stati solo problemi con i tempi dei mini enduristi, solo questi, hanno fatto ritardare l’uscita di tutte le classifiche, e quindi far saltare la premiazione. E quì, non vedo colpe del M.C. organizzatore dell’evento, che ha supportato i cronometristi con del personale.
    La gara:
    L’enduro test si svolgeva in una infangata strada di montagna le cui condizioni peggioravano, o enduristicamente parlando, miglioravano, in quanto, il percorso era sempre più accidentato, tanto da finire in stile mulattiera, e da non dimenticare che negli ultimi 2 giri, da metà linea in su, si aveva una chicca, nevicava.
    Il cross test si svolgeva in un pratone con delle pendenze, che sin dal primo giro si è trasformato in viscido fango. Forse per questo gli organizzatori il venerdì hanno deciso di fare un fettucciato corto, facendo in modo che le pendenze non creassero troppe difficoltà. Fettucciato, che il responsabile del percorso ha visionato in corso d’opera, e che lui stesso ha finito di disegnare per l’ultimo terzo del tracciato, quindi non capisco il perché il sabato abbia deciso che fosse troppo corto, e se ben informato della tipologia del terreno sotto gli effetti della pioggia, e quindi le difficoltà che avrebbe portato, lo ha fatto modificare; il risultato lo sappiamo, se non si fosse modificato, avremmo avuto almeno tre prove cronometrate al cross test.
    Comunque una prova viscida ed infangata fa anche lei parte dell’enduro.
    Il percorso:
    Si aveva una parte in asfalto, un po più del normale, ma non in maniera esagerata, come sempre si narra; almeno, si dica anche che le parti in off. erano veramente carine, sopratutto la mulattiera in discesa e la parte finale del giro.
    Cari amici enduristi, la gara di Tripi è stata una gara di enduro, non La Gara di Enduro, e neanche una bella gara di enduro, ma semplicemente una gara di enduro; smettiamola di fare paragoni, di dare dei punteggi, o di evidenziare solo gli aspetti negativi.
    Visto il freddo che tutti abbiamo preso giorno 10 a Tripi non posso che darvi un caloroso saluto
    Fabiotefal

  4. Direttore  22 febbraio 2013 a 11:28

    Gentile fabiotefal,
    lungi da noi addebitare colpe o responsabilità: noi ci limitiamo solamente a raccontare i fatti. E i fatti,che trovano riscontro oltre che nella presenza “fisica” del cronista anche nell’avere interpellato i piloti, per quattro chiacchiere informali, sono quelli raccontati nel servizio. E’ chiaro che chiunque si prenda la briga di organizzare una gara và incoraggiato, ma purtroppo non è che si possano far passare in cavalleria pecche organizzative solo per il fatto di essersi assunti l’onere di organizzare. Poi, proprio nell’attuale contesto, quando non si è più “soli”, ed intendo unco Ente organizzatore, e vi sono anche altre organizzazioni, leggi Uisp, e dove alla fine i piloti sono praticamente “condivisi”, agli stessi piloti viene facile fare paragoni, a maggior ragione se le gare sono poi a distanza di una domenica dall’altra.
    Quello che è importante, a nostro parere, è, per il futuro, fare tesoro degli errori e provare a migliorarsi, e sappiamo già che dalla deifaillance dei cronometristi si è tratto spunto per potere ottenere un pool dedicato e competente che porti bene a compimento il proprio lavoro, non rischiando di vanificare, facendo saltare la premiazione, i sacrifici di tutti quelli che, come lei, hanno preso acqua sino al midollo, hanno faticato, si sono congelati e cui magari un premio ai sacrifici affrontati, sotto forma di una coppa, avrebbe scaldato il cuore.
    Buone Ruote!

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