Enduro in Sicilia: il “piccolo mondo antico” raccontato attraverso le “verità nascoste”.

Enduro in Sicilia: il “piccolo mondo antico” raccontato attraverso le “verità nascoste”.

Non credo proprio che quanto stà accadendo, da sei mesi a questa parte nel mondo del motociclismo siciliano, e dell’enduro in particolare, avrebbe mai suscitato l’interesse di Fogazzaro  ma qualcosa nel romanzo da lui scritto alla fine dell’800, contribuisce a dare “sostegno” al titolo di questo editoriale.

Senza voler arrivare troppo lontano, la storia inizia dal movimento “scissionista” capeggiato da Turi Leonardi, che, andato in pieno scontro con il Presidente Mezzasalma, da suo fido scudiero ne è diventato il principale nemico. Da lì, passando per insulti, provvedimenti disciplinari e tanto altro, abbiamo osservato le dimissioni di Santi Guardo, e  il suo timido tentativo di proporsi come alternativa a Mezzasalma nel ruolo di Presidente,  tentativo decisamene “soft”.  Abbiamo anche vissuto il momento di orgoglio di Salvatore Musco Iona, il quale, primo carnefice di Mezzasalma, rendendosi forse conto di rischiare la strumentalizzazione del suo ruolo e dei suoi gesti da parte di Leonardi, durante un breve ma intenso incontro avvenuto a Ragusa, in occasione della Gara di Italiano Enduro Under, se ne tira fuori dissociandosi, e disinteressandosi di tutto quanto stà accadendo.

“Evviva i social”, e la possibilità che essi  danno, rispetto alla stampa specializzata, di potere dire e raccontare quel che si vuole, tanto non ci sono contraddittori, riscontri, filtri, e verifiche. E così accade che uno che nel social si mostra come amante degli animali, addirittura mostrandosi nel profilo mentre allatta premurosamente un micetto, in realtà aspetta sotto casa la fidanzata con un coltello da professionista del crimine per sgozzarla, lei e tutti quelli che si frappongono tra la sua furia cieca e l’obiettivo. E’ quello che è successo a Palermo, recentemente, ed ha riempito le pagine di cronaca nera per giorni…

Sui social, scoppia la campagna anti-FMI, e Turi Leonardi non le manda a dire, ce l’ha con tutti, con il presidente Sesti, con Mezzasalma, insomma, rinnega in pochi post e qualche tag ( ora si usa dire così…) tanti anni di militanza in Federazione, gettando, suo malgrado, un’ombra su quanto di buono ha fatto o è stato fatto negli anni. Nel frattempo il presidente Mezzasalma, “cazzu cazzu iu iu”, lavora a testa bassa, non replica alle accuse e sceglie di rispondere con i fatti alle accuse mossegli. Siamo alle elezioni, atto primo, in estate e atto secondo,  pochi giorni fà, dove Mezzasalma vince in maniera più o meno plebiscitaria, grazie anche alla totale assenza di competitori ( buona, questa storia, per la pubblicità del gioco on line…)

E qui, cominciano i dubbi: come, contestato, avversato, insultato, e poi incassa la fiducia dei motoclubs, che sono poi i motociclisti siciliani?

Come, giungono voci non ben definite che “Roma vorrebbe un’alternativa per cambiare”, questo è  il messaggio fatto passare trasversalmente nell’area “carbonara” del motociclismo siciliano, e nessuno si fà avanti?

Nel frattempo la Uisp stà a guardare, mentre cerca di riprendersi dallo “shock Mancari”, come amo definirlo,  ovvero un presidente dimissionario cui sono andate tutte le colpe e le negatività e le inadempienze della Lega nella stagione appena terminata. Chi è assente, lo insegna la storia, è sempre colpevole, e giù tutti addosso a Mancari, ma non , come sarebbe giusto, “de visu”, ma sempre, come sopra, alla “carbonara”… Personalmente ho conosciuto Mancari, e non è che mi avesse fatto questa gran brutta impressione, anzi, tuttaltro, però non posso scrivere nulla sull’argomento perchè ho cercato di raggiungerlo telefonicamente a tutti i numeri che avevo, e risultano tutti irrimediabilmente “non attivi”. Ma siamo quì, e se leggerà e vorrà contattarmi, i miei numeri sono sempre attivi e sempre quelli, da diciotto anni…

Leonardi non ci stà, fonda un suo team omonimo ( benvenuto e ben vengano tutti quelli che si mettono in gioco per lo sport) , promette facilitazioni, e anche questo è meraviglioso, per… andare a correre alla Uisp!

E ancora, quì mi viene ancora un dubbio: prima la uisp non era neanche da prendere in considerazione, e invece adesso è meglio della Fmi? oppure, la chiave di lettura è che “prima che ci fossi io la Uisp non serviva, adesso ci sono io e la Uisp diventa alternativa alla FMI?”

La Uisp ritiene di aver fatto “13″,, prevedendo una crescita dei numeri, grazie all’apporto di uno come Leonardi, che sarà anche un toro per come approccia alle cose, testa bassa e alla carica, ma di sport attivo, quello fatto sul campo, ne mastica, e tanto…

Questa ipotesi, o cattivo pensiero, viene suffragata da una polemica nata, manco a dirlo, su FaceBook  ( “ah, FaceBook, meno male che lo hanno inventato…”) da un pilota di Caltanissetta, “Siculamente Endurista Cl” che, se leggi il suo diario, il giorno prima della gara di Ragusa , come sempre, aveva le sue brave aspettative di divertirsi con gli amici in fuoristrada, e il giorno dopo torna raccontando di “controlli tirati, di rispostacce ricevute, forse ora che sono arrivati i pilotoni noi culazzari non serviamo più etc etc”…Uno sfogo di amarezza, ma anche di grande sincerità, che ci “fotografa” una realtà, quella di chi leva tempo ad affetti e famiglia, e spende i soldi raggranellati a fatica, per divertirsi un pò e dimenticare, almeno per un week-end, tutti i “c..zi” che abbiamo, perchè, al di là dell’agonismo, rifletteteci bene e ritornate indietro negli anni, Signori Piloti, è per questo che avete, tutti, in  FMI E UISP, iniziato a correre…

Ora, anche quì qualcosa non mi torna ,perchè la Uisp , Unione Italiana Sport per Tutti, ha sempre onorato il proprio nome, ha organizzato delle belle gare, veramente aperte a tutti , riuscendo ad avvicinare tanti, tantissimi piloti alle prime armi, attirandoli con la semplicità ma offrendo sempre e comunque delle belle gare, perchè in Uisp, come in Fmi, a organizzare ci sono persone brave e competenti.

Che gran casino, cari lettori, e a rendere tutto più difficile da capire, un Team di assoluta rilevanza, il Sicilia Racing, che decide e và in Uisp a correre, e per giunta il suo Team Manager, Marco D’Arpa, che in una intervista pubblicata su Youtube dichiara che “finalmente una gara con le prove speciali vere, come quelle dell’Italiano, e non come quelle che troviamo nelle gare regionali FMI” ?

E lo stesso Team si fà beccare con le mani nella marmellata, consentendo ad un pilota non ancora in possesso dei requisiti, di correre, con una 125 in una gara che prevede, normalmente, dei trasferimenti su strade aperte al traffico, quindi requisito essenziale “occorre essere in regola con il Codice della Strada”?

Ma, santa polenta, quante volte, caro Marco, ti avevo invitato a provare negli anni scorsi ad andare, nei momenti vuoti tra gare nazionali, regionali e allenamenti, ad una gara Uisp, non fosse altro per provare a vedere e vivere un’atmosfera rilassante, da “siamo tutti amici”, e al contempo consentire ai tuoi ragazzi di allenarsi in un contesto sereno, e sappiamo bene entrambi la tua risposta, peraltro suffragata dalla “non partecipazione” almeno sino a domenica scorsa? E con tutti i “casini in corso”, presti il fianco commettendo una ingenuità come quella sopra, perchè per me, che ti conosco bene, di ingenuità si tratta? O qualcuno ti ha “forzato la mano”, consapevole di cosa avrebbe significato per un Team così, mediaticamente parlando, sovraesposto, commettere un simile errore?

Cosa è cambiato, da ieri ad oggi?

E adesso, sempre dai social (ora mi và di dire “maledetto FaceBook…”)  giunge la notizia che il “Sicilia Racing” si ritira, lasciandoci tutti orfani ,piloti, organizzatori, e giornalisti, rischiando di privare la Sicilia di un tassello (scuserete il gioco di parole…) importante per lo Sport e nello Sport?

Chi si avvantaggia, se un vero e proprio “movimento motociclistico” come quello creato da Marco e Compagni, sparisce dalle competizioni? Perchè i piloti cambieranno casacca, ma appena troveranno chi gli porta le moto e li assiste, continueranno a correre…

 

Ma è l’ennesima pantomima cui abbiamo tante volte assistito sul web, per altri soggetti e altri contesti, con proclami, smentite, rinunce, asserzioni, affermazioni e poi di nuovo smentite e minacce, oppure stavolta il virus ha colpito veramente?

Perchè, cari Lettori, quì mi sembra che ci sia un virus che gira, ma di quelli pericolosi perchè mutevole, subdolo, che tende a dividere ed insinuarsi tra le parti, che semina zizzanie, riporta frasi,  decide nell’ombrae chi più ne ha più ne metta…

E intanto, non sappiamo le cause, ma siamo certi dell’effetto: perde lo Sport.

Un tempo, ma in realtà anche oggi, si comprava il Giornale di Sicilia per vedere ” ‘cu ‘ammazzaru”  e “‘cu ‘ arristaru”, oggi ci si collega a FaceBook per vedere ” ‘cu ‘si sciarrio’”  e ” ‘cu ‘cui ‘si sciarrio’”, e “biriemu chistu e chiddu chi diicinu, ‘pi ‘cu tiranu ‘na sta sciarra”….

Io  non saprei  proprio come suggerire una cura, però, quando lavoravo in Omnitel, lanciammo una campagna pubblicitaria in cui (allora si usavano i manifesti…) un ragazzo e una ragazza si davano le spalle, seduti nello stesso muretto, e il claim sotto recitava ” la maggior parte delle cose si aggiusta parlando…”

E allora, forse un pò meno di  (dis)social, cui affidare chiacchiere e pensieri, e un pò più di cara, sana vecchia “officina”, ovvero l’abitudine di incontrarsi a fine serata a volte dai tizio e a volte da caio, potrebbe essere un primo passo verso una soluzione riconciliativa PER TUTTI, in modo da unire le rispettive forze e competenze e sostenere un settore, il motociclismo, che con il suo -40% di immatricolato rischia di morire, e tutti noi, appassionati e addetti ai lavori, con lui?

A voi i commenti…

Fabio Di Giorgi

Condividi con i tuoi amici

10 Risposte a "Enduro in Sicilia: il “piccolo mondo antico” raccontato attraverso le “verità nascoste”."

  1. mauro  23 ottobre 2012 a 19:42

    Tante parole, ed una esamina accurata, tante, tante chiacchiere, e poche i fatti. Sono daccordo che tante volte i social aiutano ma vedo che sono più le volte che disgregano. Meglio sicuramente la vecchia e cara officina… Riguardo alle utenze tra UISP e FMI ho sempre sostenuto che dovrebbero essere diverse e come reciti tu l’ente di promozione sportiva dovrebbe esser di aiuto alla FMI formando gli appassionati in piloti e successivamente i più capaci instradarli alla FMI, ma così non è stato e siccome in Sicilia non ci sono i numeri per poter portar avanti 2 campionati in parallelo (mio punto di vista) si toglie utenza alla FMI per fare i numeri all’Ente. Questo è quello che sta succedendo e ci troviamo ad avere un campionato regionale FMI impoverito di partecipanti.

    Tutto questo sta solo facendo del male agli organizzatori che stentano ad organizzare perchè i costi sono alti e non si vogliono più togliere soldi alle proprie famiglie, le aziende sono in crisi e si trovano sempre meno sponsor, i comuni e gli enti non hanno i soldi perchè lo Stato ha dimunito il budget alla Sicilia che spreca e continua a sprecare con 4400 operatori forestali, contro i circa 800 delle altre regioni decine di milioni di euro, in compenso camminiamo in strade che sembrano sterrati ed alcune anche mulattiere… e fortunatamente siamo enduristi… ed in queste situazioni c’è la caviamo nonostante ci troviamo con scooter o autoveicoli vari. Signori questa è la verità, c’è bisogno di una profonda riflessione da parte di tutti. Saluti.

  2. tusaichi  23 ottobre 2012 a 22:54

    ci sono generali in carriera che combattono battaglie personali non accorgendosi che il campo di battaglia è quello del Risiko e che i carrarmatini sono di plastica. Guardiamoci negli occhi, escludendo Mancuso che è arrivato a fare una discreta figura nel mondiale nel panorama motociclistico regionale non si vede niente di eclatante … pensate a dove era arrivato Ken Roczen a sedici anni e dove sono i nostri ragazzi più promettenti. Allora finitela TUTTI e rimettiamoci a giocare

  3. Direttore  24 ottobre 2012 a 09:26

    Esatto, l’obiettivo dell’editoriale di questo mese è proprio quanto avete colto entrambi con i vostri commenti: una pausa di riflessione, anche alla luce dei periodi di crisi economica che viviamo, e ricominciare ad approcciare alla pratica sportiva con umiltà, divertendoci tutti perchè lo sport, come lo viviamo noi, è la valvola di sfogo degli stress vissuti quotidianamente, mentre invece mi sembra che oggi sia il momento in cui scaricare tutte le frustrazioni e le ansie vissute nel quotidiano.
    Una sola precisazione a un dato espresso da Mauro: i Forestali in Sicilia sono 22.000 (ventiduemila)…

  4. tusaichi  24 ottobre 2012 a 14:04

    se vogliamo entrare nel merito di cose che qui non c’entrano niente devo dirvi che i forestali sono 4400, gli impiegati regionali circa 18000 le competenze della regione siciliana molto diverse da quelle della regione lombardia essendo la regione siciliana una regione (purtroppo) a statuto speciale. poi bisognerebbe fare il rapporto impiegato forestale/superficie boschiva, poi in lombardia opera il corpo forestale dello stato e qui in sicilia no ….e poi ci perderemmo di casa … credo che in questo momento nessuna regione finanzi massivamente lo sport, soprattutto l’enduro …. se vogliamo parlare di sport parliamo di sport, per il resto non credo che questa sia la sede giusta, comunque …. parliamone

  5. Nunzio Pizzo  25 ottobre 2012 a 13:31

    Gentile Direttore Di Giorgi,
    non possiamo che concordare con Lei nell’inneggiare ai social networks ed alla possibilità da questi offerta “di poter dire e raccontare quel che si vuole”.
    Accade , tuttavia, che questo straordinario strumento di comunicazione venga strumentalizzato per creare polemiche sterili, spesso infondate o fondate sul “sentito dire”o su screzi strettamente personali, accade che venga abusato per lanciare illazioni, creare dubbi malsani e ambiguità come quelle relative alle dimissioni di Mancari Danilo dalla carica di Presidente della UISP Motociclismo Sicilia, per fomentare antagonismi presunti, come quello tra la FMI e la UISP Motociclismo Sicilia. Eppure la UISP Motociclismo Sicilia non ha come il Franco del Fogazzaro <> con alcuno, non sa <>! La UISP Motociclismo Sicilia è una squadra, lo è sempre stata dalla presidenza di Valentino Iacoangelo , attraversando quella di Angelo Randazzo, fino a quella di Danilo Mancari , ed è una squadra costituita da persone come Angelo Tomasello, Alessandro Cortese, Angelo Vecchio, Peppe Federico, Carmelo Nicita, senza qui nominare i componenti delle varie commissioni di settore, che hanno dato e danno un notevole e prezioso contributo con passione ed anche con sacrificio, ed è ai limiti dell’assurdo leggere di “colpe”, “negatività” e di “inadempienze” (per cosa e quali?) attribuite tutte a Danilo Mancari (ma da chi?), perchè è certo che la UISP Motociclismo Scilia deve riconoscere llo stesso Danilo Mancari la capacità di aver dato una marcia in più alla Lega, di aver creato e infuso entusiasmo e se, per ragioni personali, a malincuore, ha scelto di dimettersi , ciò non lo rende né colpevole né inadempiente verso nessuno. Sarebbe opportuno che si smettesse di reiterare ancora illazioni, infondate a riguardo.
    Se come è stato già ricordato, la UISP è l’acronimo di Unione Italiana Sport Per TUTTI è sin troppo chiaro che chiunque può liberamente venire a fare sport sano con noi.
    Cordialmente, Nuncio Pizzo UISP Motociclismo Sicilia.

  6. Direttore  26 ottobre 2012 a 10:25

    Gentile Dr. Pizzo,
    accolgo con grande piacere personale e professionale questa sua nota ufficiale, nella quale si evince la riconoscenza e gratitudine per quanto fatto da Danilo Mancari sino a quando ha gestito il mandato di Presidente. Ne sono contento personalmente, perchè avendo avuto il piacere di conoscerlo, il Mancari, l’impressione che ne ho ricevuto è stata di una persona competente, onesta e profondamente positiva. Tutto questo mi viene confermato dalla sua nota ufficiale. Professionalmente, perchè Mancari è stato, dal mio punto di vista, l’uomo del “cambio passo” nei rapporti con i media, settore spesso carente nell’Isola. E’ riuscito a creare un buon rapporto con il sottoscritto, conquistando spazio e credibilità per la Lega Moto grazie ad un flusso di informazioni verso di noi costante durante il suo mandato. Dimissionario lui, fine delle informazioni.In merito alle voci, purtroppo, quando un Presidente dà delle dimissioni a bruciapelo, e dall’Ente non esce nessuna nota ufficiale, è quasi naturale che “l’ambiente” faccia circolare delle notizie, fondate o no. Credo che se questa sua nota fosse uscita un paio di giorni dopo le dimissioni di Mancari, diffusa per i canali ufficiali e non, non ci sarebbe stato spazio per i soliti “corvi” di mettere in giro quelle che, adesso che ricevo la sua, possono essere difinite a buon diritto delle illazioni. Comunque, meglio tardi che mai.
    Con Stima per il lavoro che svolgete colgo l’occasione per ricordarvi che questo è un mezzo di informazione libero e indipendente, e come tale aperto a tutti.
    Buon lavoro!

  7. ancillotti  29 ottobre 2012 a 08:48

    Se mi introduco nell’argomento è solo perchè voglio solidarizzare col Sig. Mauro che ribadisce la diversità che da sempre esiste fra UISP ed FMI, come dire il vivaio dilettantistico e il professionismo. Mi piace ricordare infatti che la licenza di pilota che tengo in tasca io (ultimo nelle cronometrate) è la stessa di Max Biaggi, solo per fare un nome. Il momento che vive la nazione, è la Sicilia in particolare, è assai triste e poichè intorno allo sport da sempre gira il danaro ecco che si contrappongo forze diverse che vogliono, tutte, rimanere protagoniste. Mi spiego meglio. Dopo la lunga crisi che ha penalizzato il fuoristrada in Sicilia per lunghi anni, una volta rivisto il sole persone come Marco D’arpa hanno investito nel settore portando ottimi risultati, anche i M.C. minori hanno ripreso lustro e i risultati si sono visti palesemente, penso a Domenico Ricchiari solo per fare un nome e adesso il giovanissimo Marco Bologna. Adesso il Sicilia Racing si guarda attorno, legge la crisi che significa meno risorse per il team e dopo il grave errore di correre con UISP a Ragusa, pensa di ritirarsi. Marco non me ne abbia, ma se è vero, come E’ vero, che UISP è qualcosa di utilissimo e meritorio, ma strettamente amatoriale, non può vedere al via un Team che fa anche il mondiale. Rassegniamoci tutti ad un periodo di crisi anche nel fuoristrada, nel senso di poche risorse economiche e quindi pochi piloti che possono quindi esprimersi in gare di alto livello, ma abbiamo una risorsa ineludibile, quella passione che, ahimè, si era persa negli anni bui. Infine una riflessione sulle chiacchiere d’officina. Da ragazzino le chiacchiere si facevano fra le officine di Chiarelli, Gino Buttiglieri, i compianti Antonio Scimone e Totò Morreale, ma si trattava di chiacchiere sul pistone con la luce più o meno alta, un cilindro Polini o Faccioli. Oggi invece si fa il confronto fra il M.C. che da più passaggi gratis per il trasporto moto o le iscrizioni alle gare etc. – anche questo è un segno della crisi, ma speriamo che la passione ci traghetti verso tempi migliori. Ancillottisticamente grazie.

  8. david  2 novembre 2012 a 09:36

    Vorrei dare un contributo e cerco di dare la mia personale interpretazione. E vero che uisp dovrebbe mirare ad un vivaio dilettantistico mentre la FMI ha il compito di far emergere i potenziali campioni. Ma e anche vero che se la uisp ha preso terreno ed e diventata quello che e solo grazie alla FMI, che pensava di poter fare il bello e cattivo tempo anche quando c era il sole. E bastato un paio di anni per dare evidenza che le cose potevano anche farsi meglio, peggio ma comunque diversamente. La concorrenza l alternativa può portare solo vantaggi. Il problema e anche un altro. Ma se ci sono persone che per tempo, passione orgoglio interesse desiderano capitanare una federazione (premetto non patteggio per l attuale presidenza) e chiaro che ci Sara chi dirà bene chi male, chi dirà che non ha fatto nulla di bene chi il contrario. La domanda. Ma come mai alle elezioni nessuno scorse nessuno si presentato per eventulamente dimostra di tre e voler fare meglio. Perche non esiste l alternativa? Perche nel precedente mandato ha dimostrato di saperci fare? O perché parliamo e sparliamo solo per fare curticchio? Non ho la risposta forse voi potete aiutarmi a mettere qualche altro tassello a questo mio puzzle. Spero non venga presa questa mia mail non venga presa come polemica.
    Salve

  9. ancillotti  20 novembre 2012 a 13:00

    Mi aspettavo un commento del Direttore Di Giorgi

  10. franco battista  13 dicembre 2012 a 19:01

    Ciao a tutti, volevo partecipare al disorso asserendo che:
    In questi ultimi anni ho assistito a cambiamenti radicali in seno alla F.M.I. e al CO.RE.
    In barba ai dati che l’attuale Presidente Mezzasalma ci proprina di continuo con dovizie di particolari sul social…ect.etc. intervenendo anche in altri siti, è chiaro come il sole che stiamo attraversando il momento sportivo più difficile della storia motociclistica isolana.
    L’eliminazione “brutale” della Sicilia da eventi “di Spessore” è il risultato della “gestione” Mezzasalma negli ultimi anni.
    L’allontanamento dalla vita politico -sportiva e mettiamoci anche economica che in maniera chiara è stata fatta al CO.RE Sicilia da parte della sede centrale di Roma, determina la mancaza di punti di contatto sportivo economico organizzativo anche con la base che sono i moto club.
    Bisognerebbe, a mio parere, ritrovare la fiducia, le motivazioni. lo slancio sportivo, e tanta…. ma tanta…. qualità per potere ritornare protagonisti della vita motoristica del sud D’Italia.
    Mi ritengo un uomo di sport, ed è per questo che molti praticanti mi indicano come punto di riferimento, un testimone attivo e positivo di un vento che ha iniziato a spirare in altra direzione.
    Penso di essere un ottimista concreto, da uomo, prima ancora che da praticante pilota e Presidente di Club.
    Il vento spira in altra direzione, altri enti offrono solo una cosa in più della vecchia F.M.I. La FIDUCIA!!!
    Una soluzione possibile potrebbe essere quella di ATTACCARE LA SFIDUCIA…..in se stessi (che azzanna alla gola quando arrivano le difficoltà)(quando tutto si fa buio) allora di dovrà ripartire dal proprio talento, dalla qualità che in sicilia abbonda insita all’interno delle persone ambasciatrici di sport.
    Il progetto protrebbe essere questo:
    Fare affezionare nuovamente la gente al motociclismo in tutte le sue discipline, niente politica quindi, ma tanta società civile, sportiva, che ricerca punti fermi in una fase di transizione, come quella che stiamo attraversando.
    Molti mi hanno cercato per un indicazione sportiva, strategica, che ho indicato proprio con la ripartenza dai giovani e con i giovani.
    Una consapevolezza che nasce dal rapporto frequente con le nuove generazioni.
    Si dovrebbe alternare capacità tecnica a doti umane in moduli e modi che l’esperienza accumulata mi e ci permette adoperare.
    Essere credibili essendo se stessi sempre!!!!!!
    I presidenti dei vari ENTI di promozione hanno un elemento di concretezza sociale, con un evidente desiderio di guidare non solo appassionati giovani ,bramosi di mettersi in evidenza, ma anche Presidenti di Club che si confrontano giornalmente con realtà diverse della Sicilia.
    Si dovranno adottare assolutamente soluzioni tecniche e organizzative diverse nuove, costi e servizi diversi, meno onerosi, tutto questo non per un disegno teorico ma per raggiungere un obbiettivo preciso: RICONQUISTARE LA FIDUCIA.
    Essere preparati, avere la consapevolezza che siamo in possesso di tutte le qualità necessarie per dare FIDUCIA alle nuove leve e naturalmente ai presidenti di club.
    Un presidente di club non solo deve essere un ottimo “tattico-politico” ma deve “capire” le discipline motociclistiche motoristiche, nonchè un comunicatore formidabile, impeccabile, insomma un fine psigologo.
    Quindi non potendo essere tutto questo , si deve fornire di una “squadra” fatta di professionisti che si “consigliano” tra di loro.
    Uno sforzo che paga sui risultati, se è vero che per ogni “perfomace” contano in percentuale adattabile allo sforzo profuso.
    Ogni componente del moto club o degli enti di promozione dal Presidente al magaziniere(per chi lo ha) dovrebbe provare la sensazione di veree contribuito direttamente al risultato ottenuto, esempio lampante: l’egoismo di gruppo.
    Si sostanza di dovrebbe vincere assieme-insieme come credo che la Sicilia sia proprio come un laboratorio dove esistono elementi da valutare in positivo come: IL RISULTATO… IL TEMPO…. LE FORZE ciò che è stato “importato” nel tempo da chi ci ha preceduti.
    Franco Battista

Scrivi una replica

Il tuo indirizzo di posta elettronica non sarà reso pubblico.