Carmelo Arnone ieri ci ha lasciati: il motociclismo siciliano a lutto perde ” Il Presidente”

Carmelo Arnone ieri ci ha lasciati: il motociclismo siciliano a lutto perde ” Il Presidente”

Domenica 19 agosto è un’altra di quelle date che resterà scolpita nelle nostre menti: all’età di 81 anni ci ha lasciati Carmelo Arnone. Ero un ragazzo, appena diciottenne, e, cercando di capire se sarei stato capace di trasformare la mia passione per le motociclette in professione, incontrai Carmelo Arnone. Dovevo incontrarlo, perchè io ero un pischello alle prime armi, e lui era già “il Presidente” della Federazione Motociclistica Italiana in Sicilia. Lui era già “grande”, era esperto, eppure, nonostante fossi un “biondino”, come vengono chiamati in gergo gli apprendisti-giornalisti, di grande volontà ma poca esperienza, e nonostante scrivessi per un giornale locale figlio anch’esso della passione, mi fece accomodare nella sua bottega, una piccola cartoleria nel cuore della Palermo storica, e mi trattò come se fossi un grande giornalista. Mi fece sentire importante, e donandomi tanta considerazione, decisamente oltre quello che meritassi, alimentò ancor di più la fiamma che avevo dentro e che con maggiore energia mi diceva: ” è questo, il tuo mestiere”.

Ecco, chi era Carmelo Arnone: un uomo che ti sapeva capire e leggere dentro, e aiutarti a tirare fuori le giuste motivazioni. Erano gli anni ’80, forse i più belli del motociclismo siciliano; erano gli anni in cui correvano dei ragazzini i cui nomi ancora oggi però restano impressi nelle nostre menti, e che anche nei quindicenni di oggi risvegliano emozioni figlie di epiche avventure, come quella di chi, e chi legge sà di chi parlo, metteva la moto sul tetto della macchina e andava a correre la “6 giorni”, magari guidando senza neanche avere ancora la patente…

Erano gli anni in cui Carmelo Arnone riuniva e costruiva, ma soprattutto, unificava. Carmelo riusciva sempre a mettere tutti d’accordo, “parlava” la lingua di tutti, bianchi e neri, nobili e plebei, e, soprattutto, si faceva “capire” da tutti. Ti lasciava parlare, ti guardava fisso negli occhi attraverso le sue mezze lenti, poi inclinava un pò la testa, e prima di affrontare l’argomento, ti raccontava un’anedotto, una storiella. Era bravo Arnone, con quel suo saperti mettere a tuo agio riusciva a scavalcare le tue difese, e ti metteva sempre k.o.!

Erano altri tempi, eppure lui riusciva a creare opportunità  tessendo relazioni e incrociando le stesse in modo da mettere in campo iniziative mirate a portare qualcosa al nostro sport, che, diciamolo, non ha mai certo vissuto di grandi interessi esterni e resta sempre, soprattutto il fuoristrada, una specialità di nicchia.

da questo suo essere  uomo del “fare” nacque l’iniziativa dell’ambulanza\unità mobile di rianimazione, e per portarla a compimento chiese aiuto a Pippo Madè, uno degli artisti siciliani contemporanei più famosi, grande appassionato anch’egli del mondo dei motori.

Tanti gli anni di militanza nella Federazione, e immenso il rispetto che si guadagnò grazie al suo operato da parte di uomini del calibro di Zerbi e Mazzi.

E quando decise di restituire il suo ennesimo mandato, lo fece perchè deluso dall’ambiente motociclistico, e perchè si sentì in parte anche tradito. Ma da quel galantuomo che era, chiuse la sua stagione federale con un gesto irripetuto negi anni seguenti: una cassa regionale in attivo, con i soldi inviati a Roma: un gesto vanto ed emblema di una persona perbene, come poche.

Non molto tempo addietro lo andai a trovare, lui ormai imprenditore di successo,  io invece in un momento di crisi in cui non mi riconoscevo più nell’ambiente: forse inconsciamente cercavo in lui quelle energie e quel conforto che mi diede, trent’anni prima, in occasione del nostro primo incontro, energie che tanto sostegno mi diedero negli anni a seguire. Gli promisi che avrei cercato di coordinare un incontro con l’attuale Presidente, Francesco Mezzasalma, in modo da tirare fuori un bel pezzo “ponte” tra presente e passato.

Non sospettai minimamente che fosse già malato, io lo vedevo sempre come quell’omone che era, dolce nei modi e sempre sorridente, a dispetto della mole. Non saprei dirvi se era veramente così alto fisicamente, io lo ho sempre visto come un vero gigante. Tanti anni fà, non esisteva internet, le chiavette, le fotocopie… e così io ero solito, a fine gara, di “prendere in prestito” le classifiche appena affisse, tra le proteste dei piloti. E quando mi incontrava, Arnone mi redarguiva bonariamente, dicendomi ” Fabio, daccillu’ almeno ‘u tiempo ( ai piloti) di guardarle ( le classifiche…)” ed io lesto rispondevo ” Presidente, io devo scrivere i pezzi delle gare…i quotidiani (allora scrivevo per L’Ora, il Corriere dello Sport etc.) non possono aspettare, ne dobbiamo parlare del nostro sport o no?”

E lui sorrideva… Ecco,  voglio portarlo così nel mio cuore Carmelo Arnone, non  un Presidente ma  ” Il Presidente”.

Fabio Di Giorgi

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Una risposta a "Carmelo Arnone ieri ci ha lasciati: il motociclismo siciliano a lutto perde ” Il Presidente”"

  1. Enrico Russo  10 settembre 2012 a 21:39

    Carmelo Arnone era, anzi e’ mio zio, il fratello di mia madre. Se oggi a 55 anni continuo ad avere la passione per la motocicletta lo devo a lui e a mio nonno Paolo, il papa’ di Carmelo, mi regalarono la mia prima moto.

    Nonostante siano passati 40 anni ricordo come fosse oggi il giorno del mio compleanno quando insieme amio padre andai a alla stazione di Siracusa a ritirare il pacco che conteneva il mio regalo per i miei 14 anni. Con quel pezzo di carta in mano mi accompagnarono in un magazzino e quando aprirono la racinesca apparve lei, un Asps 69.

    Forse non l’ho mai ringraziato abbastanza per quel regalo, ma sicuramente da quel momento tra noi e’ nato un legame speciale che ne la lontananza (ora vivo in Toscana) ne altre vicissitudini hanno mai interrotto.

    Certo ora mi mancherà, quando arrivero’ con la nave, spesso in moto, non trovarlo al suo posto nel negozio, ma questo non cancellerà il mio splendido ricordo di quel giorno.

    Ciao zio Carmelo.

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