Kastalia Italiano Under & Senior: il “ruggito” del Coniglio!

Gara di alto livello, nella struttura e nello svolgimento. Davide Cutuli migliore posizione in Assoluta tra i siciliani, mentre per Ivan Coniglio finalmente il gradino più alto del podio di classe in una competizione nazionale.

Kastalia Italiano Under & Senior: il “ruggito” del Coniglio!

Che gli enduristi ragusani vogliano contendere il primato all’architettura barocca e al loro pregiato caciocavallo nella speciale classifica che rende famose le città nel mondo, realizzando gare di serie A, lo avevamo intuito da un pezzo. E la perfetta organizzazione di questa prova di Campionato Italiano, che definiremmo “sontuosa” ne è la prova. L’HobbyMotor di Ferrera, coadiuvato da quel manipolo di appassionati che fanno capo a Enduroibleo, ha curato tutto sin nei minimi dettagli, con una puntigliosità che ha dello straordinario, sapendo gestire brillantemente le emergenze, come quella venutasi a creare un paio di giorni prima, dove “pastoie” burocratiche pseudo-ambientaliste hanno costretto gli organizzatori a identificare un nuovo terreno dove rimettere in piedi la Cross Test.

E chi è stato chiamato per tracciare la prova speciale? Carmelo Nicita, figura storica del nostro sport, che al momento è impegnato nel mondo Uisp nelle organizzazioni dei loro eventi. E non poteva esserci occasione migliore che questa per dimostrare che quando lo Sport è con la “esse” maiscuola, si vince sempre, a prescindere da età e “sigle”.

Larga, veloce, e con un fondo mutevole giro per giro ( piatto all’inizio, smosso e con i bob al secondo, buche “a la carte” nel terzo passaggio) la cross test; lunga, mutevole nel fondo anch’essa (rocce, sabbia, come potete vedere nelle foto a corredo del servizio) la linea. Un’accoppiata di “speciali” buone a soddisfare tutti i palati degli enduristi Doc.

La partenza della gara ( foto Monica Mori)

Ma veniamo alla gara vera e propria…

Quando scambio quattro chiacchiere con Marco D’Arpa, uno dei pochi personaggi del “circus” con cui ancora si può parlare solo ed esclusivamente di sport, siamo concordi nel dire, guardando una prova di Italiano Enduro Under, e confrontando i piloti “del nord” con i nostri, ecco, siamo concordi nel dire “questi fanno un altro mestiere”. Però và anche detto che la Sicilia ha iniziato da un po’ di anni un percorso virtuoso alla ricerca di giovani, magari ben dotati di “manico” ( hei, signore lettrici, non in quel senso…) da coltivare nella speranza di poterli portare, un giorno, al confronto diretto con “quelli che fanno un altro mestiere”.

Sembra che, per certi versi, quel giorno abbia visto l’alba domenica 18 al Kastalia, teatro della prova di apertura dell’Italiano Under23\Senior: il buongiorno ce lo ha dato un piccolo pilota, Ivan Coniglio. E’ un ragazzino timido Ivan, e proprio per questo profondamente emotivo; ma ha manetta, una bella famiglia e crede ciecamente in quello che gli viene trasmesso da quel gran volpone che è il D’Arpa. Quel D’Arpa cui bisogna riconoscere il merito di avere preso per mano buona parte dei piloti di rango attualmente in circolazione.

Alla luce dei fatti, l’avere puntato su Coniglio gli ha dato ancora una volta ragione. Ivan nelle prove speciali, alla guida di una Rieju 50cc, che avevamo definito in altri servizi “ una moto dal nome improponibile” ma che, dopo le cure di Salvo Arcuri, ha assunto una nuova personalità, spiccatamente enduristica, costringendo lo scrivente a ricredersi, ecco Ivan ha “chiuso” le impegnative prove speciali con tempi troppo spesso migliori delle 125, sempre a ridosso di quel fenomeno di Jordi Gardiol, che e’ ancora un passo avanti. Ivan chiude quindi la classe con un meritatissimo secondo posto, peraltro il miglior podio siculo di giornata.

In una giornata di confronto con “quelli che fanno un altro mestiere” esce comunque soddisfatto anche Davide Cutuli: l’alfiere del Sicilia Racing realizza il terzo di classe ( E3J), rallentato da una caduta in linea, e primo, con la 25esima posizione assoluta, del nutrito pattuglione di siciliani presenti.

Poi, analizzando le classi, ci si rende conto che mediamente le prime dieci posizioni di ognuna di esse è “off limit” per i siciliani. La Classe A, per intenderci quella di Pellegrinelli, Bresolin, Croci, Soreca e Crippa, concede a Gaetano Di Pace la diciottesima posizione, a Edward Tringali la 24esima posizione, risultato di una disastrosa seconda “linea”, 35 esimo Calogero Pontei.

Teodoro antonuccio impegnato sulle rocce in discesa della "linea"

Qualcosa in più ci aspettavamo da Salvo Giammona: il giovane monrealese, reduce da una trasferta al nord da Farioli, per i cui colori correrà gli Assoluti d’Italia, chiude la giornata con un decimo posto di classe in E12Tj, ma il fatto che a vincere sia stato Guido Conforti la dice lunga sulla “concorrenza” contro cui Salvo dovrà lottare in questa stagione. Stessa classe, ma cinque posizioni più indietro troviamo Carlo Aiello. Carlo ha fatto passi da gigante ma ancora ha tanto da affinare; un percorso di crescita passa anche e soprattutto attraverso il confronto agonistico con questi “manici “ d’oltrestretto, auspicheremmo per lui qualche altra presenza in competizioni titolate nazionali. Ancora più giù in classifica, ventesimo, il “locale” Gaetano Zapparata ,che sembra aver sofferto più di tutti gli altri un terreno di speciale che, invece, gli sarebbe dovuto essere congeniale.

In E12TS a recuperare la media posizioni dei siciliani ci prova il messinese Teodoro Antonuccio: buona in ogni caso la nona piazza conquistata; due posti dietro di lui, in undicesima, ecco Luigi Raso.

Federico Puleo è uno che comunque si contraddistingue: in questo caso uno dei “rari” piloti alla guida di una Kawasaki, una 250 in classe E14TS.Per lui una dignitosa undicesima piazza, ma considerata la difficoltà insita nel “giro”, riteniamo un successo il completare la gara, se poi si riesce a stare a metà classifica è ancora meglio.

Ancora una buona prestazione quella realizzata da Antonio Arcuri: ottavo nella classe vinta da Niccolò Mori non è certo un risultato da buttar via. Diciottesimo invece il messinese Simone Ricciardi.

La partenza della prova speciale (foto monica mori)

L’età e l’amore per un certo tipo di moto sono una brutta cosa, soprattutto se la tua ti porta a dovere correre nella stessa classe, la E2S, che ha generato i primi due piloti assoluti di giornata, Alessio Polidori e Giuliano Falgari: questo è quanto avrà pensato il nostro Eugenio Magro che ci ha provato in tutti i modi a scalare la classifica, ma quando davanti ti trovi “muri” di questo tipo, ti tocca farti bastare la dodicesima posizione. Ancora peggio è andata la suo compagno di classe Andrea Giglio, diciottesimo. Ventesima posizione per Masimiliano Lupica. Sfortunao invece lo è stato Alessandro Berenati, che senza la penalità beccata avrebbe scalato agevolmente un’altra decina di posizioni rispetto alla ventiquattresima toccatagli, ma come abbiamo detto sopra, questo è l’enduro.

Non è bastato scegliere un numero “famoso”, il 222 di Cairoli, a Francesco Salvo, che in E3S ha chiuso la gara in undicesima posizione.

Comunque sia andata, “bravi” a tutti i siciliani che hanno scelto di provarci, che non hanno rifiutato il confronto, nella consapevolezza che sarebbe stata una prova difficile. Sapere comunque di non avere possibilità di andare a podio, eppure provarci lo stesso mettendoci comunque l’anima e buttando il cuore oltre il fettucciato è una medaglia di alto valore sportivo e morale da portare sempre con orgoglio nei propri ricordi ed esperienze.

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Per le foto della gara sono visibili da martedì sera a questo link

Ecco le classifiche della gara:

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