Ritorno alle origini: i Padri con i Figli al “rinato” motoclub Palermo

Non un Team, non un solo motoclub, ma tanti piloti, di "tessera" diversa, uniti ,attraverso i loro genitori, in un movimento sportivo "alternativo".

Ritorno alle origini: i Padri con i Figli al “rinato” motoclub Palermo

Una doppia nascita quella registrata nei giorni scorsi, nell’ambito dei “movimenti” tra team e piloti in Sicilia. Rinasce il motoclub Palermo, nome storico degli anni ’80, e “viene” al mondo dell’enduro in buona compagnia, con un nutrito folto di giovani piloti riuniti sotto il vessillo dello sport, fatto per divertimento e come, alle origini era, “maestro di vita”.

E così, quasi a simboleggiare una continuazione con l’iniziale spirito che animò la nascita del Sicilia Racing, oggi tanti padri, allora presenti nel team, hanno deciso di rivivere quell’esperienza, e si sono uniti per guidare i loro figli nel percorso sportivo motoristico.

Tra i tanti, citiamo alcuni,Ninni Marchese, Pippo Bologna, Piero Cataldo, Fabio Rubino, Carlo Vitale: insieme a loro, ovviamente i figli che abbiamo già visto protagonisti delle ultime stagioni di minienduro, sia sui campi regionali che nazionali.

Il gruppo di amici, ormai noti nell’ambiente come “fathers & sons”, si prefiggono di restituire al sodalizio palermitano la fama e la notorietà degli anni passati. E’ in realtà questo un passsaggio obbligato in quanto il progetto prevede l’integrazione, in futuro, anche del motoclub Conca d’oro, in quanto quest’ultimo, per volontà dell’attuale presidente Roberto Riolo, svolgerà attività solamente per il 2012, lasciando già dal 2013. L’obiettivo è quello di riunire i piloti di entrambi i sodalizi, con un occhio anche ad alcuni “esuli” del Regolarità70

A “guidare”  il motoclub Palermo è stato chiamato il professore Pietro Marescalchi, vecchio motociclista appassionato, una figura decisamente “super partes” di indubbia moralità e di spessore. Vice presidente è Pippo Bologna, tra i consiglieri citiamo Luigi Colajanni, Giuseppe D’Arpa. Il direttivo,originariamente nato con 5 componenti, è stato subito allargato a undici elementi, nel più puro spirito democratico.

Lo spirito, come ci racconta Pippo Bologna, è stato creare degli allenamenti all’insegna del divertimento, senza stress, e ci anima la voglia di gratificare tutti i piloti, a prescindere dalle qualità e dalla performance espressa. Saranno una quindicina i ragazzini, sino a diciotto anni, che vestiranno la maglia di questa aggregazione spontanea sui campi di gara.Noi, prosegue il vicepresidente Bologna, vogliamo solo far divertire i nostri ragazzi nello sport così come già fanno nella vita, in quanto loro per primi, al di là di “casacche” e “scudetti” vari, trascorrono le serate libere insieme.

I programmi non sono, contrariamente alla norma, ben definiti, anche questo a riprova dello spirito spensierato aggregativo di base; campionato regionale, e forse qualche prova dell’Italiano, tutto in funzione dei fondi disponibili in quanto questo gruppo di appassionati si autofinanzia da sè.

Trasparenza, legalità, questi alcuni dei principi ispiratori che animano il nuovo sodalizio e i suoi componenti, che in realtà tengono a specificare di non essere un team, ma un polo aggregatore per giovani e non solo che desiderano far parte di questo “movimento”, a prescindere dalla casacca che già indossano, e del sodalizio cui appartengono e le maglie rispecchieranno ciò, presentando  i diversi motoclub di appartenenza uno a fianco dell’altro.. A testimonianza di quanto appena scritto, in foto sono riconoscibili anche Matteo Modica con il papà Salvatore, e loro sappiamo bene che non fanno parte, ma “sono” il motoclub Monreale, altro sodalizio storico capitanato dalla signora Anna Termini ormai da tanti anni.

Agli occhi dei lettori quanto sopra può sembrare strano: un motoclub appena rinato, tanti piloti tesserati a loro volta con altri club, non si definiscono un team, ma, semplicemente… I Padri con i loro Figli!

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