LETTERA APERTA AL PRESIDENTE FMI SESTI DAL M.C. “MX VALLE JATO”

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE FMI SESTI DAL M.C. “MX VALLE JATO”

Abbiamo ricevuto questa lettera  dal Presidente del motoclub Valle Jato. Il tema trattato è di quelli “scottanti” e di grande attualità, in quanto il soggetto è un ragazzo, diversamente abile,  che intende praticare attività sportiva laddove possibile e laddove sia consentito in funzione della problematica che lo affligge.

Abbiamo ritenuto giusto dare spazio in quanto la lettera è scritta con “cuore” e “passione”, denominatori comuni con la nostra avventura giornalistica.

Abiamo altresì ricevuto completa documentazione medica a supporto, che per ovvii motivi di privacy non pubblichiamo,  ma di cui abbiamo ovviamente preso visione. Attendiamo adesso risposta dagli Organi Federali preposti. Abbiamo deciso di lasciare i commenti “aperti” ma le repliche ufficiali saranno accettate solo ed esclusivamente se spedite via mail ai nostri indirizzi di posta elettronica.

 

MOTOCLUB “MX VALLE JATO”
VIA I MAGGIO N.4
90042 BORGETTO (PA)
CODICE MOTOCLUB FMI 8086
OGGETTO: Lettera aperta.

Spett.le DOTT. PAOLO SESTI
C/O FEDERAZIONE MOTOCICLISTICA ITALIANA

Gent.mo Presidente Sesti,

il mio nome è Antonino Greco e sono il presidente del moto club “MX Valle Jato”. Le scrivo la presente
per informarla su una vicenda abbastanza incresciosa che ha coinvolto anche la mia persona, soprattutto
da un punto di vista morale.
Tutto comincia circa un paio di mesi fa, quando un nostro tesserato, sig. Milana Francesco, il quale si
trova in uno stato di handicap fisico, chiede alla nostra associazione di avere rilasciata la licenza per
partecipare al “Trofeo Mediterraneo Baja” che doveva svolgersi nel Sud Italia, e nel quale veniva
espressamente indicata la presenza della categoria “Q.D.” (Quad Diversamente Abili).
In seguito alla sua richiesta, mi mobilito subito chiamando la segreteria del CO.RE. Sicilia, la quale mi
comunica, dopo aver chiesto informazioni alla sede della Federazione, che la cosa era fattibile e che
necessitava un certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica per disabili.
Il sig. Milana, entusiasta della notizia, si rivolge ad un centro di medicina dello Sport di Trapani e dopo
aver effettuato la visita, si fa rilasciare il summenzionato certificato e successivamente, quest’ultimo,
viene trasmesso via fax al CO.RE. Sicilia, per accertarsi che lo stesso sia idoneo al rilascio della licenza. Il
CO.RE. Sicilia, a sua volta, invia una e-mail alla Federazione, la quale risponde che tale certificato non era
idoneo, in quanto doveva essere rilasciato da un centro medico sportivo FMSI.
A questo punto lo scrivente si rivolge al CONI di Palermo che lo dirotta presso il centro medico sportivo
“Nino Candia” di Palermo. Dopo aver consegnato tutta la documentazione che specificasse la patologia di
cui è affetto il sig. Milana, il Dott. Giglio mi comunica che era necessario che si riunisse una commissione
medica che stabilisse se il sig. Milana potesse essere idoneo a partecipare ad una gara di quad per
disabili. Riunitasi la commissione, con esito positivo, il 02/06/2011 veniva rilasciato un secondo
certificato medico di idoneità. Il sig. Milana esclamò: ce l’abbiamo fatta!
Trasmettiamo il secondo certificato di idoneità al CO.RE. Sicilia, il quale lo rigira alla Federazione e dopo
due giorni di attesa ci comunicano che presso la sede nazionale era in corso una riunione per discutere
del “caso del sig. Milana”. In risposta alla nostra richiesta, chiudono la vicenda comunicandoci che la
Federazione Motociclistica Italiana non rilascia licenze per i diversamente abili??????
Inoltre, in seguito alla nostra osservazione sul fatto che al “Rally dei Faraoni” partecipasse un pilota
francese disabile, mi confermano che la Federazione francese rilascia la licenza per i diversamente abili,
mentre in Italia la normativa attuale non lo prevede.
Edopo il danno, la beffa: andando a cercare sul sito ufficiale del “Trofeo Mediterraneo Baja” è scomparsa
la categoria “Q.D. Quad Diversamente Abili”. Ciò ci dispiace soprattutto per quei piloti diversamente abili
che si erano già iscritti.
Allora mi chiedo:
come può il “Garpez Team” che schiera piloti diversamente abili quali il sig. Andrea De Beni,
partecipare a varie gare nazionali ed addirittura “oltre confine”?
perché richiedere una tipologia ben precisa di certificato di idoneità, se poi questo non serviva a
nulla?
perché pubblicizzare sul sito dell’FMI il fatto che la Federazione si sta muovendo molto nei
confronti dei disabili?
perché in Francia rilasciano tale licenza ed in Italia ciò non è possibile?
e soprattutto, perché illudere un pilota, che trova nel quad quel senso di libertà di movimento
che non potrà più provare nella vita quotidiana?
Certo di un Suo interessamento alla vicenda, almeno da un punto di vista umano e morale, La ringrazio
anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarci e spendere per la causa dei piloti diversamente abili.
Borgetto, lì 22/06/2011.
Il Presidente.
(lettera firmata)

Condividi con i tuoi amici

Scrivi una replica

Il tuo indirizzo di posta elettronica non sarà reso pubblico.