MONDIALE MX1 IN BRASILE : “EFFETTO CAIROLI”.

MONDIALE MX1 IN BRASILE : “EFFETTO CAIROLI”.

 

 

 

Antonio Cairoli (courtesy R. Archer)

Bisogna riconoscere che la presenza di Antonio Cairoli aiuta molto noi cronisti nel lavoro, in quanto il suo modo di essere “pilota” a 360° ci stimola la fantasia e certamente non ci fà annoiare quando scriviamo di lui. Dicesi ” effetto Cairoli” quello che un pilota di rango mondiale prova quando, al culmine di una rimonta durata una intera manche, nella quale riesce a 3 giri dalla fine a passare in un “puff” due manici come Philippaerts  e Frossard,  e al momento in cui vede nel mirino il leader, guarda caso il nostro Tonino, vede “arancio”, non capisce più nulla e fà un dritto da paura, roba da rodeo, e sempre in un “puff” butta alle ortiche una gara perfetta, o quasi.  E’ quello che è accaduto a Clement Desalle… La gara perfetta l’ha fatta Cairoli, che con la sua condotta di gara crea quello che abbiamo deciso di chiamare “effetto Cairoli”: Tony parte bene dal cancelletto, con il terzo tempo, passa praticamente subito l’autore dell’holeshot, Campano, e và in testa; ma sembra che passeggi, come se stesse riscaldandosi, e in tutto questo alle spalle ha quell’altro osso duro di Dany Philippaerts. Arriva forte anche Frossard, che passa il compagno di squadra Philippaerts, e si fà sotto a Cairoli, e per i “superficiali” sembra averne più di Tonino. “Ragassi, non siamo certo quì a smacchiar leopardi”, ama dire un noto politico italiano, e noi che ben conosciamo il passo di Tonino, quando Frossard lo passa sappiamo che è così che vuole Tonino. Questo ragazzo venuto dal nulla, da un piccolo paesino costiero del messinese, quella Patti che ancora oggi non ha capito che razza di “tesoro” ha in questo giovane e minuto centauro, questo centauro che oltre al talento innato stà dimostrando di avere anche altrettanta

 

 

Tony in azione in Brasile (courtesy R. Archer)

“testa”, lascia pista a Frossard e lo studia, non lo perde d’occhio e aspetta, al solito, il suo “personal timing”, ovvero  gli ultimi 15 minuti di gara: e se finora ha usato solo la prima marcia della sua KTM Red Bull Teka, adesso le usa tutte, passa Frossard in scioltezza ( e pensate l’”effetto Cairoli” sul francesino che ha realizzato in quel momento di essere stato solo strumento nelle mani del pattese…), e inizia l’allungo che lo porta a tagliare da vincitore il traguardo di Gara 1. Dietro di lui, detto di Desalle all’inizio, resta da risolvere la questione in famiglia tra Frossard e Philippaerts, e, per fortuna del nostro amor patrio, la spunta DP19, ottimo secondo.

In gara 2 le emozioni non mancano uguale, al via Cairoli è il più lesto, ma dietro ha  Clement Desalle,  il “portatore di tabella rossa”, che pressa e spinge, ma occhio a David Philippaerts, che non sembra per nulla intimorito dal sopraggiungente Frossard. Il tempo scorre, e Desalle si porta in testa, Tonino è dietro, poi DP19. A metà gara, ancora una volta è Desalle che decide le sorti della seconda manche, con  un altro errore in una curva stretta dove il suo anteriore si impunta. Intanto Philippaerts mette il turbo e passa Cairoli, il pattese resta in vista mentre David spinge come un dannato. Prosegue così sino agli ultimi due giri, dove forse un pò tardivamente Tonino accende i retrorazzi e tenta il recupero, riavvicinandosi e colmando in un solo giro gli oltre 3 secondi di distacco. Ma Philippaerts  è un vero duro, e tiene la posizione con quella stessa caparbietà che nel 2008 lo portò a vincere il titolo mondiale MX1. Finisce così, con Philippaerts primo, e vincitore del GP grazie alla seconda posizione di gara 1, e Tonino secondo. In una sorta di giustizia “cosmica”, in una pista, quella brasiliana, da sempre gradita ai due alfieri italiani, l’anno scorso finì a posizioni esattamente invertite, oggi l’equilibrio è ripristinato. E comunque, alla fine della fiera, due italiani sul podio, e l’inno italiano che suona le sue note ci lasciano comunque soddisfatti. La tabella rossa resta a Desalle, ma adesso il divario in classifica generale è considerevolmente ridotto, i punti di distacco tra Desalle e  Cairoli sono solamente 13  e Antonio c’è!

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