UNA STORIA DI ALTRI TEMPI: IO, LA MOTO DA GARA, E SEDICI ANNI…

UNA STORIA DI ALTRI TEMPI: IO, LA MOTO DA GARA, E SEDICI ANNI…

” ho montato la parabola sul camper…” ” ma hai messo quella motorizzata?” ” io ho quella che mi permette di vedere Sky anche in movimento…” Quando arrivi al paddock delle gare, aletalamoche sia enduro o pista, non cambia nulla, spesso i discorsi vanno,in un modo o in un altro, sull’evoluzione tecnologica, e su quanto, tutto sommato, sia comodo oggi partecipare alle gare, grazie al progresso economico e tecnologico.

E ci siamo dimenticati quando, 25 anni fà, si dormiva in macchina, la moto si caricava sul tetto della stessa, e se qualche fortunato aveva una stanza in albergo, si cercava di inserirsi prima degli altri, nella speranza di conquistarsi un posto sul pavimento, su cui dormire con l’immancabile sacco a pelo. Ma perchè questo “amarcord”, se oggi andiamo alle gare con camper dotati di garage, e ceniamo al ristorante? Perchè c’è chi, pur di conseguire, ed inseguire un risultato, non ha esitato a compiere un’impresa, che se la proponessero oggi a noi, o a tanti di voi, non lo fareste nenache pagati!

Alessandro Talamo, sedici anni, è in lizza per la vittoria nel Trofeo Testori Nazionale; c’è la gara, domenica 26 settembre, è a Pavia. Che si fà? il consueto giro di telefonate o di contatti tramite FaceBook, alla ricerca di un passaggio su carrello o furgone, e via… Non và nessuno, e allora lui che fà? Semplice, (per lui, e per la sua ancora mente fresca da sedicenne…) carica il borsone in spalla, monta sulla sua 125, si, esatto, quella della gara, và al porto di Palermo e imbarca la moto, come un normale mototurista, sulla nave per Genova, La borsa con l’abbigliamento e lo stretto necessario in spalla, e via per la traversata, da solo.

Ma vi immaginate? Riuscite a pensare di farlo voi stessi? Prendete la moto da gara, quella che viene religiosamente scesa dal carrello solo per portarla alle verifiche tecniche pre-gara, per poi custodirla gelosamente in parco chiuso, e la appoggiate ad una parete di ferro di una nave intrisa di grasso e sporco, e la assicurate con quelle cinghie che ti forniscono, che dopo averle toccate pensi se sia il caso o meno di farti una bella antitetanica…E per dippiù, poi arriva  l’addetto alla stiva, e ci dà una bella tirata, di quelle che ti piegano lo sterzo, ti storcono i paramani, e Dio sà che altro…

A Genova, Alessandro trova Edoardo Zucca, suo diretto avversario nel Trofeo, che lo và a prendere per portarlo alla sede della gara. E anche questo, non è un gesto da “altri tempi”? Se pensate che Alessandro, in tutto questo, domenica, in gara,ha vinto,( ma questa è un’altra storia)  precedendo proprio l’amico e avversario Zucca, che,nonostante la sconfitta, cavallerescamente accompagna il piccolo Talamo all’imbarco di Genova, per ripercorrere al contrario la rotta verso Palermo.  Dieci giorni di andaerianda in Italia, con la sfrontatezza tipica dei sedicianni.

Sono queste le storie belle che ti fanno amare lo sport, e ti aiutano a creare un immaginario legame affettivo con chi lo pratica. E se Zucca,dimostratosi in questa occasione un vero gentiluomo, non avesse avuto la possibilità di accogliere Alessandro Talamo a Genova? beh, forse oltre alla borsa Ale si sarebbe portato in più anche una coppia di gomme stradali e sarebbe andato via terra… ne siamo certi!

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5 Risposte a "UNA STORIA DI ALTRI TEMPI: IO, LA MOTO DA GARA, E SEDICI ANNI…"

  1. alessandro talamo  1 ottobre 2010 a 19:26

    grazie di cuore fabio per il pensiero e per tutto quello che hai scritto. Tutto quello che ho fatto lo devo in parte a mio padre che come ben sai mi ha cercato di trasmettere i veri valori dicendomi sempre che se voglio raggiungere un obbiettivo e fare risultato bisogna fare dei sacrifici “come la partenza da solo io e la moto”. Ti ringrazio infinitamente di tutto e speriamo bene per la prossima ovvero l’ultima gara.

  2. Direttore  2 ottobre 2010 a 09:34

    Alessandro, ne è passato di tempo da quando, bimbetto, mi buttasti gli occhiali da sole a mare, mentre con i tuoi genitori eravamo in gita in barca! Quello che hai fatto contribuisce a riportare ad un livello umano lo sport, che troppo spesso viene esasperato, talvolta, a mio parere, in modo eccessivo. Adesso nel tuo “curriculum” sportivo hai qualcosa che condividi con i piloti di un tempo, come Leo Marano, Salvatore Modica, Salvino Marceca e tanti altri, che per amore di gareggiare, ed esprimere il meglio di sè stessi su una enduro, non esitavano a fare quello che tu, nell’era dello Shuttle, hai fatto nei giorni scorsi. Ti auguro di cuore di potere condividere, come già per loro, anche i Successi nella specialità che pratichi con grande passione.
    Con Affetto
    Fabio Di Giorgi

  3. Angelo Mak  2 ottobre 2010 a 15:19

    Il seme cade sempre vicino all’albero!!!se i Talamo restano senza benzina, si fanno un taglietto sul dito e fanno il pieno, moto o barca che sia!!! Il dna è cosa seria e quindi non possiamo aspettarci niente di diverso!!! E pio finiamola con i luoghi comuni che i “ragazzi d’oggi” sono tutti senza testa !! Se riesci a dare il buon esempi ed hai un sacco di pazienza i NOSTRI ometti vengono su bene!! Forza “Talamo Group” fateci vedere di cosa siete capaci e sopratutto con le ruote ben piantate a terra!!! (una parola è poca due so no troppe!!) Gas Gas Mak

  4. alessandro talamo  3 ottobre 2010 a 20:04

    ahahahah ti ho capito benissimo però mi piace troppo stare cn una ruota sola perchè è più difficile ed è più bello…un bacio angelo

  5. Angelo Mak  10 ottobre 2010 a 17:31

    ed ora che sei CAMPIONE ITALIANO…… chi ti tiene più!!!!! Bravo Ale e bravo TUTTO lo staff!! Testa sulle spalle ruote a terra e tutto gas !!bbracci by Mak

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