REGIONALE ENDURO A PIANA: IL RITORNO DI DOMENICO RICCHIARI

REGIONALE ENDURO A PIANA: IL RITORNO DI DOMENICO RICCHIARI

“Lui” è tornato. E lo fà alla sua maniera, salendo in moto e dando gas. E cancella i dubbi e le ipotesi di chi pensava che, dopo l’ennesimo infortunio, avesse il “mal del pilota”, quello che colpisce chi cade e si fa male e che, quindi, il gas lo tiene chiuso. E non importa se non si allena, è sempre in condizione di dare paga a Signori Piloti che in tanti anni di onorata carriera si sono guadagnati ormai di diritto un posto nella “Hall of Fame” dell’enduro siciliano, come Enzo Lombardo e Gaetano Scuderi. “lui” è Domenico Ricchiari, recente oggetto di polemiche per il suo essere “genio e sregolatezza”. Ma basta guardare il suo sorriso schietto e canzonatorio da adolescente, e guardarlo “sfilare” tra i paletti di un fettucciato, per buttarsi tutto alle spalle e ripuntare su uno che, se vuole, può “arrivare”. Ma deve volerlo fortemente, ancor più di prima. Perché i suoi “compagni di merende”, come Salvo Giammona, ci tengono tanto a fargli lo sgambetto sportivo, e ad avere davanti uno come Ricchiari, ti viene ancor di più la voglia di fare. Ed infatti il longilineo Salvo ha dimostrato di imparare, tanto da “duettare” con Domenico speciale dopo speciale.

La grinta di D'Arpa, l'attenzione di Ricchiari:Marco indica a Domenico come affrontare la prima speciale

La grinta di D'Arpa, l'attenzione di Ricchiari:Marco indica a Domenico come affrontare la prima speciale

Un duello “fatto “ in casa, targato Sicilia Racing, anzi, no, Marco D’Arpa, perché i successi non si inventano, ma si costruiscono su una base di materia prima buona, e questo è il merito di D’Arpa. E poi, se guardi bene, c’è sempre “l’altro”, quello che magari stà nell’ombra ma la cui parola conta tanto quanto quella di Marco. Ed è una parola “vecchia” di 72 anni, e viene profferita da Totò Morreale. Lo incontri e sfoga, ti racconta che ha i dolori, che non ha più le energie di una volta, ma lo trovi sempre lì, già alle 7 del mattino si sistemava le moto dei ragazzi come faceva trent’anni fà, con quelle dei suoi figli. E lo trovi ad ogni inizio e fine speciale, e talvolta basta una sua parola, con il peso e il valore di 60 anni dedicati alle motociclette, per darti carica e nuove energie.

E poi, anche se non hanno corso, ci sono “quelli”: i ragazzi del Tre Valli, pochi ma buoni, che con il prezioso aiuto di Sergio Butera, peraltro Direttore di Gara ormai maturo nel ruolo, sono riusciti a tirare fuori una bella gara, lottando contro tutti gli elementi della natura, acqua e fuoco inclusi, e sconfiggendoli, regalando ai, purtroppo, pochi appassionati presenti, una giornata di sano enduro, con due belle speciali. E peccato per chi non c’era, per quelli che hanno prolungato la vacanza, e per quelli che ancora oggi, sentendo Piana degli Albanesi, hanno ancora il ricordo del disastro di due anni fà, quando allora vinse sì l’acqua, e che per questo non sono venuti. Peccato, perché stavolta, avevamo anche il bar, gestito da un gruppo di belle ed efficienti ragazze del Tre Valli, nel paddock…

le ragazze del Bar Tre Valli

le ragazze del Bar Tre Valli

La gara

Un bel giro, non particolarmente difficile tranne una mulattiera definita impraticabile, e per questo soppressa (possiamo solo riportare quanto sentito in quanto proprio la mulattiera non l’abbiamo visionata prima, come nostra abitudine). Belle le due prove speciali, la cross test, ricavata su un terreno in pendenza alle falde di una montagna, aveva dentro un po’ tutto. E nonostante le piogge incessanti dei giorni scorsi,( ha piovuto sino a sabato sera), il “fondo” ha retto bene offrendo buon grip ai 112 piloti iscritti. La linea era un po’ distante dal “cuore” della gara, ma diventa sempre più complicato per chi organizza gare di enduro, ottenere permessi di transito su boschi e terreni. Nonostante la distanza, valeva la pena andarsela a “gustare” per la completezza di “menù” offerta ai contendenti: bosco, sottobosco, contropendenze, discese, salite, e come “dolce” un canalone profondo due metri nella parte finale, che nel corso dei tre giri si è praticamente “sdoppiato” dividendosi in una serie di canali grandi e piccoli da rimanerci dentro con la “forca” infilata dentro e la sella in verticale… Il tutto “approved” dagli ormai onnipresenti Turi Leonardi e Marcello Parisi, due figure ormai a pieno servizio dell’enduro siciliano, sempre molto attenti alla sicurezza dei piloti; ed anche qui se una specialità cresce, come è il caso dell’enduro Fmi, non è fortuna, ma è frutto del lavoro di chi ci butta dentro l’anima e dedica tempo e risorse ad una delle specialità più complesse nel mondo delle 2 ruote.

Così nelle classi

Salvo Giammona

Salvo Giammona

Nella Elite Under, di Ricchiari abbiamo già detto, e allora i riflettori vanno su Davide Cutuli, buon secondo in questa occasione. Davide continua a macinare “mulattiere” e speciali in tuta Italia, ricordiamo il secondo posto in Coppa Italia, ma se non avesse subito un infortunio lo avremmo tranquillamente visto primo, e per i più curiosi, citiamo anche la bella performance che Davide ha realizzato alla Lumezzane Extreme, dove il talento catanese è riuscito a dare “paga” in classifica finale a piloti ben più “scafati” di lui. Completa il podio di classe Luca Lo Burgio, che è a ridosso del duo di testa. Tra gli Elite 1, lo “yeti” Pietro La Rosa prevale su Massimo Antoci mentre il ragusano Massimiliano Zapparata, con due ossi duri come i due citati, si è dovuto accontentare del terzo posto. A chiudere la classe, Teodoro Antonuccio. Elite 2, fin quando Gaetano Scuderi ci sarà, per tutti gli altri resteranno liberi gli altri due gradini del podio. Gradini che vengono occupati, nell’ordine, da Giorgio Crea e da Alessandro Bella. Se Scuderi regna nella E2, Vincenzo Lombardo fa lo stesso nella E3: Lombardo vince la classe rifilando ai suoi diretti inseguitori, Francesco Salvo e Salvatore Buda, oltre un minuto e mezzo di distacco sulla somma dei tempi di speciale. Grande presenza di “nomi” nella Under 21, e meno male, perché la prosecutio della razza “enduro” trova in questi giovani linfa vitale. Brillante la performance di Salvatore Giammona, che in questa gara con i tempi che ha realizzato sembra fare un altro “mestiere” rispetto agli avversari della classe. Dietro di lui Alessandro Talamo, Maurizio Occhipinti, Carlo Aiello, caduto di malo modo nella linea, Giovanni Calandra. Tutti giovani di “belle speranze”. Giorgio Tudisco, reduce da infortunio e interventi nei mesi scorsi, fa sua la Over 21 125 2T, precedendo Francesco Asta, Sammy Terruso e Daniele Castrorao. Stessa classe, ma 250 2T, Angelo Bonacorso precede Gaetano Fargione e Sebastiano Capilli. Antonello Meli vince invece la 250 4T, ai danni di Giuseppe

Enzo Lombardo

Enzo Lombardo

Morana E Fulvio Lo Piccolo, giunti nell’ordine. Over 21 450 4T, qui ci sono almeno un paio di nomi che possono aspirare alla vittoria: prevale Enrico Stimpfl su un coriaceo Giuseppe Vernagallo. Terzo gradino per Giuseppe Vargetto. Sempre 4T, Over 21, ma la cilindrata è la 500: Prevale Giovanni Musumeci su Francesco Puglisi e Maurizio Biondo. Tra i Codice 50, altro “vivaio” importante per la specialità, senza storia la prestazione di Gaetano Di Pace, che con i tempi realizzati nelle speciali si è piazzato con il suo cinquantino addirittura ventesimo assoluto. Da chiedere alla fine della gara, se il gas sempre aperto a manetta lo tiene lui, o se si è incantato l’acceleratore…Dietro di lui Edward Tringali ha fatto quanto ha potuto: Edward non sembrava a proprio agio nel complesso fettucciato. Terzo di classe Salvo Marchese, che continua, al suo primo anno fuori dai Mini, il suo paziente apprendistato. Tanti i Veteran presenti nelle diverse classi, la V1 è stata appannaggio di Giuseppe Zapparata, nella V2 vince Giuseppe Castelli: Giuseppe, che abbiamo deciso di soprannominare “Peter Pan” dell’enduro, corre, si diverte e fa bei tempi, tanto, nella assoluta, da occupare la diciannovesima posizione. Nei Superveteran è lotta di alta classe tra Leo Marano “The Legend” e Marco Pagnano “The Doctor”: vederli nelle speciali, mentre sfoderano una guida stilosa e di gran classe, ti fa dimenticare gli anni che hanno: a guardarli, sembrerebbe che il tempo, per loro, si sia fermato. Sorpresa: chi troviamo nella Promosport? Un “certo” Antonio Mancuso, talento cristallino del cross siciliano, impegnato a riprendersi dall’infortunio che lo ha costretto ad uno stop prolungato. Antonio era tanto che diceva di volere “provare” l’enduro: esperimento riuscito, vittoria di categoria ai danni di Massimo Lupica E Gabriele Ramirez, e tempi , se parametrati alla Assoluta, da 20sima posizione circa. Storiche, Giuseppe Di Pace ne ha più di tutti e precede Beppe Costantino e il “nostro” Luigi Colajanni. A completare gli arrivati tra i “veci”, Umbetto Magliocco e Filippo Piazza. Ritirato Ferdinando Talamo.

Minienduro.

Ivan Coniglio

Ivan Coniglio

Bella la speciale creata “ad hoc” per i minienduristi; l’assoluta la porta a casa Ivan Coniglio, ma stavolta il suo rivale e amico di sempre non è Marco Bologna, rimasto attardato e per questo solo quinto in assoluta, dietro al costante Giorgio Riccobono, ma Vincenzo Albano. Vincenzino, per modo di dire visto che è già alto quasi un metro e settanta, guida bene e porta a casa un buon secondo posto. Dietro i due, Giuseppe Mammina, che quando corre concentrato, dimostra di avere ottime chanches per la vittoria assoluta. Un occhio alle classi, e troviamo Giovanni Bottaro Junior che è ancora una volta autore di una prestazione convincente nella Mini Baby Sprint; Francesco Marchese è primo nella Mini Esordienti, e precede Giuseppe Vitale, Riccardo Rubino e Matteo Modica. “Marcolino” Bologna conquista ancora una volta la Aspiranti 50, mentre la 85 è patrimonio del vincitore assoluto Coniglio.

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2 Risposte a "REGIONALE ENDURO A PIANA: IL RITORNO DI DOMENICO RICCHIARI"

  1. battista  17 ottobre 2010 a 19:16

    Ciao Fabio
    Come sai bene appartengo ad un moto club che si chama laser che è moto club da oltre 33 anni….che continua ad essere un moto club vincente…..nonostante ci siano giustamente i franchi tiratori che cercano di spegnerlo…non sapendo a cosa vanno incontro….
    In ogni caso questo discorsetto l’ho fatto già una volta..quando ti sei “dimenticato”….a questo punto si fa per dire….di elencare la classifica a squadre…chiaramente, e, per la seconda volta, non voglio pensare che non interessi a nessuno…anzi noto con molto piacere che elenchi anche con dovizia di particolari quello che buon Marco sta facendo a Palermo con un dettaglio da buon cronista praticante quale io penso tu sia…..
    Però….dimentichi….non volutamente spero….. che nella sicilia orientale ci sono ancora due fattori determinanti che ancora riescono a far prevalere la scuola enduristica Catanese ,Messinese, Ragusana e diciamo anche Siracusana.
    Uno di questi fattori importante è proprio “la squadra” che non è il singolo pilota o altri due, come citi nel tuo articolo, ma un insieme di “teste” da mettere assieme e coordinarle, cio riesce “facile” nelle nostre zone….visto i risultati….. che non citi.
    L’altro fattore è che l’enuduro non è solo Ricchiari…o Giammona… o Scuderi Lombardo….ma sono i club che danno loro la possibilità di affermarsi….
    Lombardo o altri da soli non fanno squadra cosi come Ricchiari e company…
    L’operato di D’arpa è un ottima cosa, ma per quanti?….Tre, quattro? ragazzi..
    L’operato di Battista….mah….chi è? cosa ha fatto?…che moto club ha?…come si allenano i suoi ragazzi? Come fa a trovare gli sponsor per comperargli le moto?…come fa a gestire ragazzi di Ragusa Messina Catania tutti nello stesso club?….Mah…
    Ciao
    Cronista
    Franco Battista

  2. Direttore  18 ottobre 2010 a 11:17

    La prima risposta che sento di darti è che per dare risposta ai quesiti che tu poni ai nostri lettori c’è una sola strada: un servizio dedicato al Laser, e al nostro prossimo incontro, presuno a Canicattì, per la “doppia” di Campionato FMI, faremo in modo di coordinarci.
    In merito al poco, o talvolta nulla, spazio dedicato alle squadre, diciamo che proprio perchè “cronisti praticanti”, spesso cadiamo nell’errore della passione, e perdiamo di vista qualcosa, ma corre obbligo dire che l’enduro, come il cross, sono sport assolutamente individuali, dove vince il pilota, nella classe in cui corre, e si premiano i primi tre piloti, individui, nelle varie classi. E peraltro, se guardi giornali ben più blasonati che parlano di competizioni di caratura mondiale, titoli, spazi e attenzioni sono per i piloti, e magari per i team ( ma lì spesso sono ragioni politico\economiche),.Non è che al mondiale enduro in Turchia si parli del motoclub di appartenenza, anzi, mi domando, e domando ai lettori, chi sà a quale m.c. appartiene Ahola, o Meo, o Cervantes, o Albergoni… Ciò non toglie il “mea culpa” iniziale, quì siamo in Sicilia, e occore dare spazio ai club attraverso i risultati di squadra.
    Sul raccontare con dovizia di D’Arpa e del suo lavoro, credo sia sotto gli occhi di tutti che quanto di nuovo sia uscito negli ultimi anni sia in gran parte frutto del suo lavoro, vedi appunto i nomi che citi, Ricchiari, Giammona, Di Pace, e aggiungerei Marchese, entrrambi i fratelli, e Coniglio, e così via…Sarà un caso, saranno state le circostanze, ma il lavoro di Marco viene riconosciuto anche dalle recenti convocazioni per il Trofeo delle Regioni, dove in massima parte sono “nomi” suoi. Poi, se ci sono “giochi” e “giochetti”, quelli sappiamo che sono sempre esistiti, ma per diventare notizia, e meritare di essere raccontati ai nostri lettori, occorrono i fatti, confutati, e i dettagli. Di giornalismo “scandalistico” e pilotato l’Italia, e la Sicilia, ne è piena e io ho sempre cercato di starne fuori, come ben descritto nel “chi è perchè” di questo mezzo di informazione.
    Poi, in ultimo, D’Apa forse eccede con le sue “telefonate chilometriche” giornaliere, ma tu, e prendilo come un affettuoso richiamo, sei all’opposto, non chiami mai per raccontarmi qualcosa in merito alla tua attività sportiva, e sai bene con quanto piacere io converso con te!
    Con l’affetto e la stima di sempre

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