IL CROSS IN SICILIA- PARTE 1 “LE FEDERAZIONI IMPEGNATE”: UISP CRESCE, FMI PERDE
Stampa articolo
luglio 8, 2010 da Fabio Di Giorgi
Archiviato sotto LE ESCLUSIVE, LE ULTIME, SPORT
Il cross è, tra le specialità motoristiche, sicuramente la più spettacolare, ed è anche facilmente praticabile, non raggiungendo, almeno a livello regionale, i costi della velocità in pista.
La Sicilia è decisamente protagonista nella specialità, in un quadro generale, ed è anche terra di campioni, ricordiamo Tonino Cairoli, che con tre titoli in tasca ed un probabile quarto quest’anno, stà riscrivendo la storia della specialità in Italia, spostando di fatto l’interesse verso il Sud. Ma se i praticanti sono tanti, sia a livello sportivo che amatoriale, se guardiamo la fotografia del cross in Sicilia, da una prima analisi escono dei fatti che meritano un approfondimento: La FMI, l’Ente sportivo delle 2 ruote, “perde” iscritti alle gare, mentre la Uisp, ovvero quelli che spesso vengono, impropriamente,e ingiustamente, definiti “motociclisti della domenica”, crescono, e presentano gara dopo gara griglie folte e numeri di assoluto rilievo.
Come è possibile? Intanto, a beneficio del lettore, forniamo qualche ulteriore notizia per meglio interpretare lo scenario: gli impianti in Sicilia quelli sono, (se vuoi vedere quali sono consulta nel nostro menù principale la sezione “il Trov@piste”) e tranne qualche rara eccezione, sia FMI che UISP utilizzano per le rispettive prove di Regionale gli stessi impianti, ovviamente in date diverse; i praticanti, spesso sono gli stessi, alcuni corrono in entrambe le Federazioni, molti, hanno lasciato la “strada maestra” FMI per frequentare la Uisp. Intanto, sfatiamo alcune leggende metropolitane, sovente messe in circolo ad arte: la legamoto Uisp organizza gare con criterio, rispettando le principali regole di sicurezza, e vantando, così come la Fmi, di adeguate coperture assicurative, ulteriormente migliorate in questa stagione 2010.
La Uisp in tempi non sospetti iniziò per prima a gestire le gare di Campionato tutte nella stessa giornata, la domenica, al fine di ridurre ulteriormente i costi. Costi che, contrariamente sempre agli errati “si dice”, sono estremamente abbordabili, basti pensare che l’iscrizione al campionato è 40 euro (per tutte le gare una-tantum) mentre la tassa di iscrizione alla singola gara è di 35 euro per il pilota, e 30 euro per i minicrossisti, che peraltro sono esentati dall’una-tantum di iscrizione al campionato.
Dall’altra sponda del fiume, La Fmi già nelle fasi conclusive del 2009 iniziò ad accusare un preoccupante calo di partecipanti, al punto tale da convincere il neo eletto presidente Mezzasalma a gestire la stagione 2010 praticamente in prima persona, quasi una sorta di commissariamento della specialità, al fine di garantire un degno svolgimento al Regionale Federale. E, come se non bastasse, lo stesso Mezzasalma, sensibile anch’egli al problema “costi”, decise di adottare la soluzione “gara” in un’unica giornata, sempre la domenica. La Fmi è partita quest’anno con una cifra vicina ai cento partecipanti, per giungere all’ultima gara, la prova trapanese ospitata da Rocche Draele, ad una cinquantina di presenze…Ed a nulla sono valsi gli accordi “locali” Fmi per l’acquisto delle gomme a prezzo speciale, chiuso con Pirelli, e adesso, su scala nazionale, l’accordo chiuso con GoldenTyre, (sulla cui bontà ci riserviamo qualche dubbio…), per il minicross.
La Uisp, compreso i quad ( a lungo snobbati dalla Federmoto, ma oggi “ripescati” al punto che la FMI nazionale ha dedicato loro persino un sito personalizzato), a Noto ha avuto quasi cento partenti… Agli occhi di chi scrive, entrambi i Campionati sono belli da vedere e ben organizzati, nulla, in linea di principio generale, è fuori posto, e allora abbiamo chiesto ai diretti interessati, i Presidenti di Fmi e Uisp, Mezzasalma e Mancari, le motivazioni del calo numerico , nel caso del primo, e dell’incremento, nel caso del secondo…
Francesco Mezzasalma (Presidente Comitato Regionale Fmi Sicilia)
“Di solito tutti i piloti licenziati Fmi partono a inizio campionato con le migliori intenzioni, poi strada facendo non ce la fanno sotto il profilo economico ed ecco che avviene il calo fisiologico dei numeri. La Federmoto conta, se escludiamo i 44 minicrossisti, su 127 licenziati, e non è facile averne sempre cento presenti. Peraltro, proprio l’ultima prova di Campionato, ospitata dal Rocche Draele di Trapani, si è svolta in una provincia che conta su un esiguo numero di licenziati Fmi. Sono convinto che ben diversa sarà la situazione nelle prossime prove in programma nel messinese e nel catanese. Al di là di quanto sinora fatto, ovvero l’intevento diretto del Co.Re. a gestione e tutela del Campionato Regionale, e l’acorpamento in un’unica giornata di prove e gare, sono impegnato in questi giorni in alcune riunioni nazionali a Roma in cui presenterò lo stato dell’arte del cross siciliano, e chiederò aiuto alla sede centrale Fmi, in modo da potere ottenere degli “incentivi” economici da potere riversare sui piloti che scelgono la Federazione per svolgere la propria attività sportiva”.
Danilo Vincenzo Mancari (Presidente Lega Moto Uisp Sicilia)
“La Uisp, che, ribadisco ancora una volta, non intende sostituirsi a nessuno, e si pone nei confronti della Fmi come un semplice ente di promozione per l’attività sportiva, ha dalla sua una minore esasperazione del contesto; nonostante ciò, le nostre gare sono combattute ed avvincenti, e non hanno nulla da invidiare, per agonismo e sportività, a quelle organizzate da enti più “blasonati” del nostro. I nostri piloti sentono meno la “pressione” derivante dalla partecipazione ad un Campionato, basti pensare che noi contiamo su qualcosa come 250 licenziati, è un serbatoio importante che ci consente, gara dopo gara, di superare sempre le 100 presenze; e se andate a verificare i nomi, alcuni, di solito i primi dieci delle classifiche, sono costanti, gli altri invece partecipano a “rotazione”, scegliendo di volta in volta quale gara effettuare in funzione del tempo libero, delle distanze, e non ultimo, del budget disponibile. Noi non facciamo questo per mestiere, e forse anche sulla base di ciò viviamo le gare come delle vere e proprie feste: basti pensare alla serata pre-gara, organizziamo quasi sempre delle cene collettive, e la minore “istituzionalità” favorisce rapporti e serenità tra tutti i partecipanti. In termini organizzativi, usiamo un sistema ampiamente collaudato, ovvero chiudiamo le iscrizioni alle 9.30 della domenica mattina, “passiamo” il file ai cronometristi, e mentre loro caricano le griglie, noi effettuiamo le pre-chiamate per categoria per le qualifiche: in questo frangente il pilota transita davanti la nostra postazione, dove uno di noi applica il transponder e consente l’accesso alla pista. Il tutto ci permette di condurre le operazioni preliminari, qualifiche e gare, in tempi ragionevolissimi consentendoci di “chiudere” la giornata di gare, nonostante le numerose classi, sempre entro metà pomeriggio della domenica”.
Le classifiche dei due campionati dopo le prove effettuate (utili per valutare le numeriche citate nel servizio)
Campionato FMI Campionato UISP









Egregio Direttore,
personalmente stimo il Presidente Mancari ed ammiro il lavoro da lui svolto ma nè io né lui possiamo modificare le dinamiche del pensiero e/o le tendenze dei piloti.
Mi spiace Lei giochi con i numeri e Le confermo il dato che Le avevo dato telefonicamente per la gara di Trapani in quanto gli iscritti che Lei stima in una cinquantina sono stati esattamente 57 e non 47 come Lei mi ha comunicato telefonicamente e che “bonariamente” dopo ha arrotondato ad una cinquantina.La correggo anche sul numero di licenze dove probabilmente la conversazione telefonica disturbata non Le ha fatto capire che 127 sono solo quelli motocross oltre ai 44 minicross.
Certo se poi alcuni fanno la gara di casa, altri vanno a correre esclusivamente in Calabria (ergo “vincere facile”) il gioco è fatto. Penso poi che sia inutile tenere in piedi una classe da 22 a 35 anni se a Trapani i partecipanti sono stati 2 per MX1 e 4 per la MX2, mi creda, tutto possono dire i piloti ma non che non si sia fatto il possibile per farli correre al meglio, se poi scelgono diversamente è un problema certamente nostro ma forse anche loro che non hanno la giusta costanza come invece capita in discipline come l’enduro dove forse non conviene nemmeno fare un articolo per fare un confronto.
Malgrado tutto e sottolineo “malgrado tutto” La ringrazio per l’opportunità che da ai lettori di poter verificare se stanno facendo le scelte giuste, d’altronde è il suo mestiere, noi in fondo invece siamo solo appassionati che si prodigano per far divertire gli altri nient’altro.
Non consideri questa come un’apologia del nostro operato né un attacco al Suo modo di fare giornalismo ma non troverà né in me e sono sicuro neppure nel Presidente Mancari terra fertile per continuare su questa strada dei confronti “giornalistici” anzi Le anticipo che incontrerò il presidente Mancari per scegliere percorsi comuni pur nella indipendenza culturale affinché non vengano sviliti gli sforzi che entrambi facciamo giorno dopo giorno per soddisfare la nostra utenza. A questo punto Lei sarà contento perché potrà confortarsi per il fatto che il suo stimolo almeno sia servito a questo ma sono cotretto a deluderla ulteriormente perché in realtà questo dialogo è aperto da un bel po’, ma Lei questo lo sa già e da “buon diavoletto” ci vuole mettere la coda.
Cordialità
Francesco Mezzasalma
Presidente Co.Re. FMI Sicilia
Gentile Presidente,
Giusto il numero 57, errato il nostro dato, ne prendiamo atto e ci scusiamo con Lei e i lettori ma la sostanza non cambia: il “mestiere” del giornalista è raccontare i fatti, non farli. E raccontarli ai propri lettori da un punto di vista assolutamente indipendente, quindi non versioni da “parrocchia” addomesticata, come purtroppo, avviene sempre negli organi di comunicazione di “partito”. E’ la libertà di stampa, che affonda le ragioni di esistere nel fornire ai lettori una visione del fatto da un punto di vista avulso da tessere, partitismi e via dicendo.Che poi un Ente, in una determinata specialità, vada meglio di un altro, raccontarlo ai lettori non vuol dire svilire operati dell’uno o dell’altro.Ma solo raccontare quanto, peraltro, è sotto gli occhi di tutti. Le inchieste, o approfondimenti, sono il vero humus del giornalismo, quello vero, troppo spesso dimenticato e “addomesticato” dal tessuto quotidiano. Non comprendo invece il volere “rafforzare” i concetti da Lei espressi manifestando nel Suo pregevole intervento questa sorta di “complicità” con il Presidente Mancari, il quale, se lo riterrà opportuno, ha uguali opportunità e spazi sul nostro mezzo di informazione per esprimere di “vox” sua il proprio pensiero. Di fatto, FMI e UISP sono due modi diversi di vivere lo sport, e Dio ce ne guardi da sinergie tra i due Enti che possano andare al di là di una eventuale condivisione di calendari: la competizione, anche a livello di Enti per la promozione sportiva, fà sempre bene, in quanto ognuno dovrà fare “la punta al cervello” per migliorarsi nei confronti dell’altro, e tutto beneficio per gli utilizzatori finali, gli sportivi, che dovranno sempre essere liberi di potere esercitare una scelta.
E della giusta competizione tra differenti Enti sportivi, ne è recente testimonianza quanto accaduto al Trofeo Nazionale Husquarna, cito testualmente quanto riportato su X-OffRoad di luglio 2010 “…nonostante ci fossero tutti i canoni di sicurezza, La Federazione Motociclistica Italiana, a due giorni dall’evento, ha comunicato l’impossibilità a omologare il circuito provvisorio.L’alternativa è stata quella di interpellare un’altra Federazione, la AICS (Associazione Italiana Cultura Sport). Il responsabile Pietro Garbarino,dopo un sopralluogo preliminare con relativo studio delle piante dettagliate con tutte le misure del caso, ha dato il benestare. Questa gara di Milano “s’ha da fare”, la sua sentenza”.Con risultato una gara spettacolare realizzata su circuito cittadino, con tanto, tanto pubblico, quello che, purtroppo ultimamente manca alla Specialità Supermoto.
In merito al Suo riferimento all’enduro, vale la pena sì di fare anche lì un confronto, perchè anche in questo caso il lettore deve sapere cosa accade in una specialità tra le più floride della nostra terra, in questo caso grazie al grande impegno profuso dalla FMI e dalle sue persone “in campo”.In merito alle differenze tra “chi” fà “cosa” per mestiere o per passione, credo che entrambi siamo accomunati da quest’ultima, ed in grande quantità!
Con l’affetto e la stima di sempre
Fabio Di Giorgi