KTM SM 990 R: RAZZA BASTARDA!

KTM SM 990 R: RAZZA BASTARDA!

Dal dizionario italiano la definizione della parola “bastardo”: 

 

 

La KTM sm 990 R vista di tre quarti posteriore

La KTM sm 990 R vista di tre quarti posteriore

1 agg
si dice di persona di nascita illegittima; animale o pianta nati da incrocio di razze

2 sm
persona di nascita illegittima; animale o pianta nati da incrocio di razze

3 agg
[in senso figurato] corrotto, alterato

Testi & Foto : Antonio Musotto\Fabio Di Giorgi

 

 

 

 

 

Il propulsore Lc8

Il propulsore Lc8

Che non vuol dire nulla di negativo, se non frutto di un incrocio… Ed ecco che cade “a fagiuolo ” l’aggettivo per l’ultima moto da noi provata nei giorni scorsi! “Animale” nato da incrocio di razze…Pensate, un “mix” (vi suona meglio così di “incrocio”?) tra una moto da strada, una da fuoristrada, e come denominatore comune un motore esagerato come quell’ LC8, made in Austria, che trova ormai collocazione su un pò tutta la gamma “alta”, dalle off-road alle pistaiole. E hai voglia di “ridurlo”, addolcirlo, inbrigliarlo, è sempre un potenziale esplosivo pronto a scatenarsi al tuo comando. Questa è la SM 990 da noi provata, nella versione R, quella “cattiva”, quella che non “devi chiedere niente, mai” perchè tanto lei, che ti piaccia o no, dà, e dà e ancora dà. Quando il concessionario locale del marchio, Motomondo, ci ha chiamato dicendo “ vieni, è arrivata la moto che aspettavi per le prove”, non avevamo idea per nulla di cosa avremmo avuto modo di provare. Certo, la pubblicità di Ktm recita in ogni dove “ready to race”, ma se non ci sali sopra non ti rendi conto di quanta verità ci sia in uno slogan che potrebbe apparire banale, come tanti altri. Ad un primo esame statico ( si scrive così, si legge “sbavando sopra le soluzioni tecniche utilizzate”) vedi una componentistica di prim’ordine, una forcella WP con steli da 48 di diametro, freni Brembo monoblocco radiali a 4 pistoncini e disco da 305 mm di diametro, (moltiplicato x due…) all’avantreno, una pinza flottante, sempre produzione Brembo, al posteriore con disco da 240 mm di diametro, il monoammortizzatore Ohlins regolabile in tutto,  cerchi in alluminio forgiato e via dicendo: questa Ktm non si fà mancare proprio nulla di quello che è il meglio della componentistica, ed è proprio quello che vorremmo avere tutti noi nella nostra motocicletta in uso per tutti i giorni…

 

L'esuberante avantreno della Kappa
L’esuberante avantreno della Kappa

 

Ma i numeri che “affascinano”, e che ogni motociclista che ci ha incontrati ci ha chiesto, sono sempre quelli: quanti cavalli ha, quanto pesa? I primi, sono quasi 114, il peso, dichiarato, 189 chilogrammi. L’erogazione? “incontenibile”, se pensi che in ogni marcia che “cali” sei condannato ad un ignobile destino, o impenni o scodi, purtroppo non hai alternative… e se ci dai giù di brutto, riesci a fare entrambe le cose, senza bisogno di essere Chris Pfeiffer, lo streetbike rider che con le “altre” bicilindriche, le Bmw, ci fà cose da matti ( e pensa tu se gli danno in mano una di queste che combina…). L’abbiamo provata in due, il sottoscritto ed il sempre disponibile Antonio Musotto, che cela dietro i libri che scrive un’anima motocorsaiola non da poco…




Alla guida…

I due "volti" della "creatura"...
I due “volti” della “creatura”…

Prima di metterci in giro insieme, alla “caccia” delle location dove realizzare il servizio fotografico che correda questa prova, come nel nostro spirito “guascone”, (perchè noi ci divertiamo ancora facendo questo mestiere,) ci siamo detti: “diamo un senso alla giornata”, che sia “a tema”, e così si è deciso di impersonare due “anime” motociclistiche, il pilota, quello, per intenderci, “tuttopellerigorosamentenerastivalettoincluso”, ed il “tamarro“, quello, diciamo, “colorato & colorito” nell’abbigliamento, nei gesti, e, ovviamente, nella guida… Non è difficile capire chi ha scelto di impersonare il secondo ruolo (ce lo vedevate voi Musotto con i suoi basettoni e gli occhialini da intellettuale a recitare il ruolo di “tamarro”?), anche perchè  nello stile di guida tamarristico il sottoscritto ci si è calato alla grande, e non ha dovuto studiare più di tanto “la parte” per recitare bene… E così,  via alla guida alternandoci per i tanti chilometri percorsi. La moto l’abbiamo avuta per diversi giorni, e ci siamo “fatti vedere” in tanti paesini dell’entroterra siciliano, e laddove ci siamo fermati per le soste obbligatorie benzina\caffè la 990 Sm-R non mancava di suscitare curiosità e ammirazione . Il “tuttopelle” ha sempre guidato con stile ed eleganza, il “tamarro” non ha perso occasione per sfidare qualunque motocicletta incontrasse per la strada, e se proprio non ne incontrava la sfida la faceva con sè stesso, vedendo quanto riusciva a tenere la ruota alzata, sino a che marcia si poteva tenere intraversato il retrotreno e così via, tutte manovre che risultano estremamente facili da compiere con questa SM-990 R. Tra questi momenti, definiamoli, di giocosità, ci sono stati lunghi trasferimenti su strade statali e, poca, autostrada. La R ha una frenata esuberante, se “pinzi” con decisione alzi la ruota posteriore da terra senza fatica, a dispetto della mole, ma quando devi “staccare” al limite benedici Santo Brembo di avere creato questo sistema frenante, e il “signor” Ktm per avere deciso l’adozione sulla 990…

 

Di solito si legge " !!! evoluzioni compiute da piloti professionisti etc. non imitateli"...niente di tutto questo, noi siamo esattamente come voi, e siamo sempre tra voi, solo la Kappona...ti trasforma!
Di solito si legge ” !!! evoluzioni compiute da piloti professionisti etc. non imitateli”…niente di tutto questo, noi siamo esattamente come voi, e siamo sempre tra voi, solo la Kappona…ti trasforma!

 

 

L’uscita di curva è poderosa, e occorre attenzione nell’aprire il gas, se lo fai con decisione la moto si intraversa ma sempre in modo controllabile, l’ottimo telaio a traliccio e la corretta distribuzione delle masse non  mette mai il pilota in difficoltà. Se proprio vuoi godere appieno delle prestazioni, ammesso che ci si riesca, è buona regola “usare” il proprio corpo, spostando il peso in avanti in accelerazione e “caricando” con le braccia l’avantreno per diminuire l’effetto “decollo”, e usare il meno possibile la prima marcia. L’erogazione è decisamente del tipo “emozionale”, dai gas  ti senti letteralmente strappare il manubrio di mano, in men che non si dica sei a velocità stratosferiche e dopo un attimo se ti guardi dietro… ti rendi conto che hai lasciato tutto lì, dov’era, semaforo, auto, moto, indietro, indietro, molto indietro…L’iniezione elettronica fà pienamente il suo dovere, mai un sussulto o un’incertezza, la resa è sempre costante ed estremamente coerente con il movimento della manopola del gas. In strada statale, ti diverti come un matto, mantenendosi sempre in un range di sicurezza gusti appieno le doti della 990 R, lo scatto, l’inserimento in curva, il mantenimento sicuro della traiettoria impostata e… la possibilità, prerogativa della “razza bastarda”, di poterla anche modificare in corso d’opera; magari non lo fai con stile, magari sei costretto a tirare fuori un piedino e a spostare il corpo in continuazione, ma siccome quello che conta è il risultato raggiunto, e non il come, se fatto ciò riuscite a entrare e, soprattutto, a uscire prima di una bella supersportiva jap da una serie di curve e curvette, lasciando a lei e al suo driver lo “stile” impeccabile, e il ginocchietto fuori all’improbabile ricerca del terreno (a proposito, avete notato, quando uscite la domenica, quanti “supersportivi” con tute di pelle colorate “impostano” delle normalissime curve come se fossero al “tramonto” di Misano, per poi osservare che tra il ginocchio e l’asfalto ci sono ancora trenta centimetri buoni?), allora tutto và  bene.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le impressioni di Antonio Musotto…

Antonio Musotto tra le curve dell'entroterra siciliano
Antonio Musotto tra le curve dell’entroterra siciliano

Oggi, bellissima giornata di sole, calda, e con un’opportunità in più. C’era da cercare il set fotografico  e  provare una moto che già dal nome mi solletica parecchio: ktm 990 supermoto R.
Niente elettronica, niente abs, niente controllo di trazione o sistemi antiderapata, niente cupolino. Solo un telaio in traliccio di tubi, un motore esplosivo, sospensioni ultraregolabili, freni di potenza esuberante, una sella di marmo e che scalda parecchio,e tanta facilità di guida. Certo, la moto è facile se hai il fisico di Schwarzenegger; avambracci al titanio e collo d’acciaio, e nervi saldi…intanto bisogna convincerla a tenere la ruota anteriore a terra, e per questo non aiuta neanche una regolazione micrometrica della manopola del gas, o cercare di buttare il peso tutto sull’avantreno. Si impenna, lasciamola impennare, anche un pivello come me è riuscito a non farsi disarcionare. Poi, nessuna protezione aerodinamica, per cui su scorrimento veloce si viaggia comodi (si fa per dire, con la sella lapidea che si ritrova) fino a 100-110 km/h, poi nelle riprese in sorpasso o in uscita di curva, sarebbe bello essere legati alla moto, si sentono le braccia tirare e tirare e tirare…Mi piacerebbe, come seconda moto, magari per castigare qualche imprudente a cavallo di quattro cilindri jap, e con le pirelli da corsa che calzava oggi la creatura, sul misto veloce e stretto ci di diverte. E io mi sono divertito veramente tanto, anche se mi fanno male le articolazioni scapolo-omerali. Ma sarà anche che non ho più l’età, e neanche un fisico da palestrato…
Certo, potrei impelagarmi nel roveto delle discussioni sulla moto utile, su quella intelligente, su quella necessaria, ma so benissimo che non ne uscirei fuori. Divertirtente, è divertente, e allora, le altre considerazioni non servono più.

 

Le considerazioni finali di entrambi (Antonio & Fabio):

la strumentazione con il contagiri analogico in evidenza
la strumentazione con il contagiri analogico in evidenza

 

 

Le autostrade ve le sconsigliamo, oltre al fatto che con una moto del genere è un peccato “sprecarla” in un rettilineo più o meno costante, la protezione offerta al vento è veramente poca, oltre i 140 km\h si fà fatica anche se ci si spalma sul serbatoio. Ma allora è tutto perfetto in questo nuovo modello Ktm, non ci sono difetti? Beh, a dire il vero, al di là dell’avvisatore acustico di serie, decisamente ridicolo (se lo suonate, vi vergognerete immediatamente e vi pentirete di averlo fatto!) abbiamo notato uno “sbevazzamento” notevole, soprattutto quando si inizia a tenere “allegro” il propulsore, ma francamente, crediamo che in un prodotto “emozionale” come quello oggetto della nostra prova, il consumo sia uno dei pochi parametri di cui non tenere conto.E peccato, che abbiamo dovuto restituirla…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SCHEDA TECNICA

 

 

La scheda tecnica

La scheda tecnica



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