DONNE & MOTORI – “LA MIA PRIMA VOLTA…”

DONNE & MOTORI – “LA MIA PRIMA VOLTA…”

Il mio racconto inizia già dal sabato notte, non sono riuscita a dormire… mille pensieri mi tormentavano. Il meteo consultato nei vari siti dava pioggia, ed io pensavo:che sfiga!! proprio domani…….ci tenevo così tanto, speriamo sia smentito, di certo entrare in pista per la prima volta e con la pioggia, non credo sia l’ideale. Che paura che avevo. Controllando i nick dei ragazzi che giravano nel mio turno ho subito capito che sarebbe stata dura, sul forum ho potuto vedere le moto che possedevano, l’esclamazione è stata: aiutooo!!! Tutti con supersportive R1, R6, ninja proprio in questo turno dovevo capitare? Io e la mia piccola naked saremo travolte.
Finalmente suona la sveglia, sono appena le 5:30 ma chi ha chiuso occhio? Mi alzo dal letto frastornata, devo prepararmi, la maggioranza dei piloti parte la sera prima in auto, muniti di carrello o di furgone, io vado direttamente in moto da Palermo a Racalmuto, armata come un cavaliere d’altri tempi indosso il mio casco, la tuta in pelle, i guanti con le protezioni e gli stivali poi mi accingo ad uscire per questa nuova avventura, in compagnia della mia dolce metà. All’appuntamento, sono le 6:30, troviamo ad aspettarci alcuni dei ragazzi che partono con noi in moto (gli altri li raggiungiamo alle 7:00 in un area di servizio lungo l’autostrada, vengono in furgone). Alle 8:30 siamo all’autodromo, appena ho intravisto la pista ho sentito un vuoto allo stomaco, mi tremavano le gambe e più volte mi sono chiesta cosa ci facessi io li. Tutti uomini, l’unica donna ero io, mi guardavano come se fossi atterrata con un astronave, “ecco un’aliena”, la passione per le due ruote e la voglia di vivere questa esperienza ha avuto il sopravvento sulle paure ed i ripensamenti. Non so da dove iniziare, un saluto agli organizzatori, assolvo le parti burocratiche e ritiro gli adesivi con la lettera del mio turno in pista. Tremo e non ricordo cosa devo fare prima, sono giorni che ripasso tutto, le bandiere, controllo la motocicletta, l’attrezzatura, le gomme, sembra tutto apposto, ricontrollo tutto: guido la moto da circa 12 anni, mi sono sempre sentita sicura in sella eppure non riesco a rilassarmi. Siamo in 5, due Kawasaki 750, la mia, una millona , una monster 600,una monster S4 ed una suzuki 600. Uno di noi è stato inserito nel primo gruppo, quello dei principianti, tutti gli altri con gli smanettoni, me compresa. Tocca a me, i ragazzi cercano di tranquillizzarmi perchè sono molto tesa, ho paura e non me ne vergogno; Antonio, un caro amico, mi farà da maestro per i primi giri, mi sento già meglio, anche un altro amico mi promette di starmi accanto (lui era un pilota) ed io provo a seguirlo ma ecco che si parte e lui va via fortissimo ( non l’ho rivisto che all’arrivo, per fortuna che doveva aiutarmi…) .Io però conto su Antonio il quale mi sta accanto e mi guida per tutto il primo giro, cerco di seguirlo la paura non mi lascia per un attimo, ruota a ruota siamo già al secondo giro, quando mentre mi fa cenno di andare avanti, ci “sverniciano” due R1, una a destra e l’altra a sinistra, e li si che il panico aumenta , faccio cenno ad Antonio di stare tranquillo che riesco a cavarmela ( bugia!) proseguiamo e sono sempre impaurita dalla velocità degli altri. Inizio a prendere confidenza con la moto e soprattutto con la pista, cerco di seguire le traiettorie degli altri, inizio a memorizzare il circuito, ma ad un certo punto mi sento debole, l’emozione è stata tanta, ma non potevo arrendermi così! Mi sono fatta forza ed ho continuato con grinta, ho appena iniziato a capire come impostare le curve e aumentare il ritmo che giunge, inopportuna,  la bandiera a scacchi. Il turno è finito. Peccato, iniziavo già a prenderci gusto… Cavolo mi rifarò più tardi! Il secondo turno della mattina l’ha fatto mio marito, poi una bella grigliata in compagnia degli amici che sono venuti a sostenerci, eravamo in 20, un riposino per schiarirsi le idee e chiamano nuovamente il nostro turno di prove. Stavolta sono agguerrita, parto serena, ho memorizzato il circuito, scaldo le gomme e vai!  Ora si che mi riconosco, alla partenza ero ultima ma sono già riuscita a superare la moto che mi stava davanti, gli altri neanche li vedevo, erano troppo veloci per i miei gusti.
Continuo a girare e mi rendo conto che la mia velocità in curva e sempre maggiore, adesso piego e mi sto divertendo un mondo, intravedo un altra moto che mi sta davanti e mi impegno per raggiungerla, durante il primo turno sono stata doppiata 2 volte, ci sono quasi, è un mio amico, gli sto dietro e capisco che posso superarlo e allora mi concentro, siamo nella prima curva a sinistra dopo il rettilineo di partenza, lui mi vede ed accelera , io lo seguo il tratto e veloce sx, dx, tornante a destra e gli sono appiccicata, ci prepariamo per la curva che precede il rettilineo in discesa e lo supero all’esterno, che felicità, mi sentivo una pilota, staccatona in curva e mentre sono concentrata una R6 si infila all’interno e mi fa modificare la traiettoria ma non mi scoraggio, coltello tra i denti continuo, sono in scia, caspita vado forte pure io, esco bene dall’ultima curva prima del rettilineo d’arrivo e spingo al massimo, sono arrivata: staccare in fondo al rettilineo alla velocità di 221 km (mai fatti in vita mia) il ragazzo che mi stava davanti era a pochi centimetri. questo turno sono stata doppiata solo una volta da quelli con le supersportive, gli altri con le naked non sono riusciti a raggiungermi, bandiera a scacchi e tutti fuori . Che bella giornata, gli altri mi aspettano ai box dove sono arrivata con un sorriso smagliante e l’adrenalina alle stelle. Mi hanno fatto i complimenti per il coraggio e la grinta dimostrata, devo ringraziarli per l’appoggio e l’assistenza.
Alla fine sono tornata a casa distrutta ma felice, consapevole di poter migliorare ma sopratutto felice di aver trascorso una fantastica giornata in compagnia di amici che hanno creduto che una donna potesse essere considerata semplicemente motociclista. E non ho più smesso di andare in pista…

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