CREARE LE BASI, ALIMENTARE LA TRADIZIONE? MARCO D’ARPA CAN…

CREARE LE BASI, ALIMENTARE LA TRADIZIONE? MARCO D’ARPA CAN…

In un’altra “vita” giornalistica, su carta stampata,venne l’idea di       raccontare le persone che hanno “dato” allo sport motoristico siciliano… attraverso gli occhi e le emozioni del figlio, in maniera diretta e sicuramente originale. Non ci sentiamo di fare lo stesso per Marco D’Arpa, in quanto, al di là dell’avente diritto figlio Roberto, faremmo torto agli altri “figli” adottivi di Marco, i “ragazzi terribili” (come amiamo definirli…) del Sicilia Racing.E allora, o dovremmo far raccontare Marco da tutti, oppure troviamo un modo nuovo per, tutto sommato, rendere un doveroso omaggio ad una figura d’esempio, nello sport quanto nella vita. Li abbiamo spiati, e seguiti, durante i loro allenamenti, e finalmente li abbiamo “beccati”. E Marco è lì, con qualcosa di rosso sempre addosso, che si sbraccia, gesticola, cronometra, indica,si arrabbia, a volte urla, si impone. Perchè Marco è un sanguigno, ma è uno che ci crede, e con la stessa testardaggine di allora, quando correva e vinceva, continua a credere che se ci vogliamo battere ad armi pari con i bergamaschi, allora dobbiamo creare la tradizione, investire sui giovani, educarli allo sport, seguirli ed allenarli in un percorso che, competitivamente parlando, è ogni anno sempre più difficile.

Dispotico, nazista, nei momenti di pausa lo abbiamo sentito appellare in tutti i modi dai “suoi” ragazzi”, ma come contrariarlo, se poi i risultati gli danno ragione? Dicono che “in un paese di ciechi chi ha un occhio è sindaco”, e Marco di occhi ne ha due… puntiglioso,estremamente rigoroso, ha saputo creare dal nulla un vero e proprio movimento, fatto di ragazzini innamorati delle 2 ruote, e lontani anni luce dalle cose brutte che la vita spesso riserva ai loro coetanei che non hanno la fortuna di potere contare su ciò. Perchè la missione di Marco non è solo creare tradizione, ma aiutare i giovani attraverso una cosa che a lui riesce bene ,l’enduro, a crescere retti ed onesti, a diventare degli uomini d’esempio.

Marco D’Arpa ha coniugato i “modelli” del nord con la passione e sentimento tipica di noi del sud, e da questa miscela esplosiva escono i talenti. E allora, ecco un camion colorato ed attrezzato di tutto punto, un progetto di “esportazione” del Made in Sicily ogni qualvolta il Team si è recato sui campi di gara nazionali, con cannoli offerti ad appassionati ed avversari, quasi a voler loro addolcire il sapore della sconfitta…

Divise colorate e uniformi per tutti, e poco importa se quando arriva il sabato ante gara, e apre il cofano della su auto, ricolma di cartoni con dentro il ben di Dio dell’abbigliamento, qualcuno lo apostrofa dicendo ” è arrivato Biagio Conte! (il responsabile della nota casa di accoglienza dei senza tetto Missione di Speranza e Carità), lui fà finta di non sentire e prosegue imperterrito nella sua missione.

Marco ci crede, nonostante tutto e tutti, nonostante i normali momenti di scoramento, prosegue a testa alta.E diventa elemento di unione tra padri e figli, crea un piccolo movimento, quasi una grande famiglia, che gira per campi di gara e si diverte, tutti insieme, ognuno impegnato a far qualcosa per la squadra, ognuno con un ruolo assegnato da capitan Marco. I ragazzi corrono e si divertono, i genitori li guardano e si divertono, il pubblico li guarda e si diverte, ma… cosa vuoi di più dalla vita? un “Italiano”…

Condividi con i tuoi amici

11 Risposte a "CREARE LE BASI, ALIMENTARE LA TRADIZIONE? MARCO D’ARPA CAN…"

  1. ninni marchese  20 aprile 2009 a 21:33

    sn francesco marchese ti dico solo una cosa sull’ asciutto e sul bagnato tieni sempre spalancato

  2. chicca  21 aprile 2009 a 21:07

    è il mio papà..
    e ne vado fiera..
    bellissimo articolo..
    come si direbbe in sicilia….”è pittato!”
    è una persona che dà con tutto il cuore…ma giustamente pretende anche dei risultati…
    ci crede..è vero…..come nessun’altro abbia mai conosciuto…ma la cosa più bella è che crede in tutto ciò che fà…
    è capace…
    è tenace…
    è lottatore…
    è il mio mito ed esempio da seguire….
    è il mio papà..
    ti amo tanto papone

  3. salvo pennisi  28 aprile 2009 a 16:09

    Ciao Marco,
    sicuramente non ti ricorderai di me (non ero gran che’ nella regolarita’) ma voglio dirti che ho letto con immenso piacere il pezzo su di te di Fabi di Giorgi . E mi sono commosso leggendo cosa ha scritto tua figlia.
    Io ne ho tre e,immeritatamente,sento che pensano le stesse cose di me e ogni tanto me lo dicono pure…
    Beh,voglio dire a Chicca che il suo papa’,anche per noi catanesi,era un bel riferimento.Fortissimo,educato (forse un po’ glaciale..)corretto. Insieme a Filippo Notarbartolo di San Giovanni era uno di quelli che “avrei voluto essere” ,di quelli che si copiano negli atteggiamenti e nei modi di fare.
    Ciao Marco,ciao Chicca. Un caro saluto.
    Salvo Pennisi

  4. roberta d'arpa  28 aprile 2009 a 19:05

    non voglio copiare mia figlia ma penso la stessa cosa anche se per questa sua passione spesso mi ha lasciata sola,ma sono orgoliosa di lui come marito come padre e come sportivo sono felice quando mi dicono…………MA SEI LA MOGLIE DI MARCO D’ARPA? E’ un mito e mi piace che insegni hai SUOI bambini tutto il suo sapere.

  5. roberta morreale e totò the leggend  6 novembre 2009 a 18:25

    marco lascia riposare i bambiniiiiiii vedi che appena corro io morriale ti lascio morto perchè manco ti ascolterò e tutti ti sentiranno mille volte gridare il mio nome che selo impareranno a memoria perchè sono figlia di the leggend TOTò MORREALE u to cumpari!hahahahahahhahah e la moto mela sto comprando preparati allinferno cn me e papà!!e cn i motori di mio padre vincono tutti hahahah!!!!!!

  6. Maurizio Musumeci  11 novembre 2009 a 01:21

    Bellissimo articolo, concordo con Fabio e con gli altri, Marco è una gran persona, un bravo tecnico, un grandissimo appassionato ed un competente in materia.Quando io iniziai a correre lui stava per terminare, feci qualche stagione tra la fine degli anni80 e inizio 90, non ho avuto la fortuna di poter iniziare da bambino nonastante mio padre mi comprò la prima moto a 5 anni come fece prima con mio fratello ed essendo motociclisti di famiglia, lui assieme ai Sanguedolce, ai miei zii Claudio e Marcello ed altri personaggi, costituirono l’AMC Associazione Motociclistica Catanese e negli album dei ricordi della mia famiglia non posso che scorgere dei bellissimi bianco e nero dei miei predecessori su moto di tutti i generi, enduro, velocità, su vespe, lambrette e motom impegnati anche in gimcane…, altri tempi. Come quelli che dentro un Fiat 238 io piccolissimo arrivavo nei paddock di Pergusa e quando scendeva mio zio un’altro “M. Musumeci” come me, la gente era incuriosita da questo ragazzo esile con una capigliatura vistosa ma con una manetta infinita, parlando oggi con un’altro velocista dell’epoca “Turi Rames” mi conferma e mi confida che a quei tempi i piloti “chiù scattiati erano 2″ mio zio e il mitico Totò Monreale e mi dice anche che Totò è stato veramente un forte pilota di velocità e che ha vinto il campionato Italiano velocità, quello vero.
    Chiusa questa epigrafe su di me…., ma perchè sono arrivato qui!!!!, perchè al primo anno che Marco inizio a portare questi pochi ragazzini in gara ero molto incuriosito ma notai subito il suo interesse e la sua volontà, quindi essendo un coriaceo Siciliano che con tanta passione e sacrificio, qualche anno prima assieme al grande aiuto di Claudio Cutrona nelle vesti del motoclub Sicilia iniziammo a varcare le sponde della Sicilia per partecipare attivamente per 5 anni ai vari campionati italiani, il minienduro ancora non esisteva quindi nel 2000 organizzai uno stage giovanile (il 1° per la Sicilia) a Canicattì dove parteciparono 9 cadetti tutti quelli che c’erano all’epoca nel campionato regionale. Tra questi Antonuccio, Raniolo R., Raniolo D., Di Mauro, Ciccio Rossi, ragazzi di tutte le provincie ma che quando andavano oltrestretto erano la SICILIA… Tanti i sacrifici fatti da me e Claudio abbiamo trascurato le famiglie, il lavoro ma tante anche le soddisfazioni avute, la squadra si metteva dietro club più rinomati dell’enduro nazionale e presto ci guadagnammo la stima degli enduristi del Nord. Il tutto con la stupenda vittoria del titolo italiano di Enzo Lombardo nel 2004 e il vice Campione di Ferdinando Eufemia nell’Italiano Major.

    L’avventura di Marco & Co. è iniziata proprio da zero, dall’inizio e qui che il suo progetto ha avuto ragione iniziando dai bambini, questi subito andati a confrontarsi con i loro coetanei oltrestretto hanno imparato ad andare in moto, Marco ottimo osservatore ed Insegnante (non conoscevo queste sue qualità) ha suggerito, seguito ed accompagnato i terribili… ed oggi questi sono diventati delle bellissime realtà. Bravo, complimenti, ottimo lavoro, tantissima è la stima che nutro ne suoi confronti perchè so che per arrivare Lì non è facile e ci vogliono tanti sacrifici, passione, lavoro e tempo e quest’ultimo è la componente che viene tolta immancabilmente alla famiglia ed al lavoro, (ci sono passato anch’io).
    Nel 2003 iniziò anche una bellissima manifestazione che è il Trofeo delle Regioni e questo nuovo Trofeo e la Formula su come fu fatto mi attrasse subito, fui il rappresentante della spedizione siciliana è ottenemmo un’ottimo 5° posto, ma sapevo che i ns. avrebbero potuto fare meglio ma tra regolamenti ed arguzie fatte da altre regioni non potemmo ma in….zzato per come si evolsero i fatti “e sognatore” dissi a un rappresentante FMI queste testuali parole ” non ti preoccupare perchè questo Trofeo un giorno arriverà in Sicilia ” lui mi guardò si fece una risata e continuò a sfottermi…, io me la legai al dito e ancora c’è l’ho conservata….
    Non sapevo di Marco, non conoscevo i suoi progetti ma in parte ha soddisfatto le mie voglie ed oggi sono un sognatore più che mai vedo i ragazzi che sanno andare in moto e che già fanno la differenza con i piloti Siciliani più quotati, questo grazie al lavoro suo e anche al lavoro di persone che si espongono per poter fare funzionare il ns. sport nel migliore dei modi in ambito organizzativo, primo su tutti Turi Leonardi, Francescone, Marcello Parisi, Sergione il sottoscritto e a tutte quelle persone “organizzatori” che con umiltà hanno accettato i consigli dei suddetti.

    Auguro a Marco e a suoi ragazzi un Mondo di successi e dico ai ragazzi di restare sempre con i piedi per terra e ringraziare sempre per quello che hanno avuto. Un grazie, tante volte paga molto di più…, penso che i ragazzini questo riusciranno a farlo mentre nel passato altri non hanno capito è travisato le intenzioni di persone appassionate.

    Forza Marco, continua così, non demordere, già hai raccolto la prima semina ma appresso arriverà il raccolto più importante.

    Con immensa stima
    Mauro

  7. roberta morreale e totò the legend  23 novembre 2009 a 16:39

    marco, modica mi vuole dare un motore marco per favore fammi correre io voglio vincere perchè sn stata sempre una perdente sia nella vita che a scuola quindi voglio dimostrare il meglio di me io nn skerzo io ti voglio come allenatore e se tu mi vuoi come pilota sarò contenta di ascoltarti ed essere una buona pilota(per favore nn ridete è importantissimooooooooooooo per me)ricorda io amo il nostro team il sicilia racing e quelli che ne fanno parte.grazie per aver letto e nn riso spero. by roberta

  8. Fabio Di Giorgi  23 novembre 2009 a 17:17

    Cara Roberta,
    credo che nessuno si permetterà di ridere leggendo l’appello accorato, e lo sfogo, di una ragazzina che forse… ha prima bisogno di credere un pò più in sè stessa, e solo dopo in Marco D’Arpa. Comprendo pienamente il peso da portare nell’essere figli di quel fenomeno, nella vita come nello sport, che è tuo papà Totò Morreale ma proprio per questo Tuo papà devi credere nelle tue capacità e trovare in Te le energie giuste per affrontare la vita. Comincia da quì, e vedrai che dopo, quando inizierai a fare sport, la strada ti verrà ” a scendere”…
    p.s. io a scuola sono stato rimandato, bocciato, e di matematica in particolare non ne volevo ( e ancora oggi non ne voglio…) sapere niente… eppure…
    Con Affetto
    Fabio Di Giorgi

  9. Marco D'Arpa  23 novembre 2009 a 18:48

    Cara Roberta,

    io sò che papà sta cercando una moto per portarti la domenica mattina ad allenarti con il Team, come già ti ho detto in diverse occasioni tu sei sempre la benvenuta, perchè ti ritengo una bambina capace a guidare la moto, non capisco quando tu dici che sei una ragazzina perdente nella vita e nella scuola, mi sembra eccessivo, io ti conosco bene e sò quanto tu sia sveglia e intelligente, ma devi sapere che nella vita le cose vanno conquistate e per conquistarle ci vuole impegno e cosi è la scuola, senza impegno non arrivano i risultati e credo che tu che sei una ragazza intelligente di impegno magari ce ne metti poco perchè distratta da altre cose, per cui ti invito ad essere più ad eesere più attenta a scuola e a casa e vedrai che arriveranno i risultati.
    Ti aspetto domenica prossima per allenarti con noi.

    Ciao
    Marco

  10. roberta morreale e totò the leggend  23 novembre 2009 a 19:24

    grazzie avete fatto risvegliare la vera roberta che si era fatta chiudere in un gruppo di ragazzini che nn ne vogliono sapere di studio adesso so cosa fare marco nn ti deludero prima avevo paura di accellerare perchè credevo di cadere ma adesso trrò l’accelleratore a manetta

  11. roberta morreale e totò the leggend  1 dicembre 2009 a 21:00

    marco mi dici il sito dv ci sn pure io?

Scrivi una replica

Il tuo indirizzo di posta elettronica non sarà reso pubblico.